Addio mal di piedi con il segreto delle modelle per non soffrire sui tacchi

Se pensate che per non soffrire sui tacchi basti limitarne l’uso vi sbagliate di grosso, il segreto delle modelle ora è diventato di dominio pubblico e la rivoluzione sta per iniziare; ne parlano giornali di moda e articoli che gridano al miracolo, io come al solito mi trovo ad essere quella che distrugge i sogni altrui, ma prima di spiegarvi le mie motivazioni vediamo in cosa consiste questo metodo geniale per eliminare il dolore dei tacchi.

Ho scoperto l’esistenza di questa moda da una ragazza che mi ha chiesto di parlarne dopo aver guardato uno dei miei video, mi sono documentata e oggi ne voglio discutere con voi.

come eliminare dolore tacchi alti

Tutto ciò che vi serve è una confezione di nastro adesivo, facile no? Dovete semplicemente legare insieme il terzo e il quarto dito del piede (partendo dall’alluce, si chiamano “trillice” e “pondolo”, ma questi nomi da sette nani non mi ispirano) utilizzando lo scotch, ed è il gioco è fatto: questo espediente promette di ridurre l’attrito del peso del corpo sulla pianta del piede, eliminando quindi ogni traccia di dolore.

Ora so che vi piacerebbe sapere se ho provato questa modernissima tecnica che mi ha subito fatto pensare ai piedi di loto delle donne cinesi, ma la risposta è no: volevo farlo per dovere di cronaca, poi ho riattivato il cervello e mi sono resa conto che sono stufa di dover mortificare il mio corpo o parte di esso per essere apparentemente più femmina. Se i tacchi vi fanno male provate a scegliere scarpe di qualità migliore (addio Zara!), optate per materiali morbidi e leggete la mia guida: non serve legarsi le dita dei piedi, come non serve usare uno stringivita tutti i giorni per sembrare più magre. La vita è molto più di questo, e so che probabilmente non vi aspettate di leggere queste dichiarazioni di libertà in un blog di moda, ma non ho mai nascosto di essere un po’ strana!

Ho quindi deciso volontariamente di non sottopormi a questa pratica un po’ ridicola oltre che terribilmente anti estetica, per rispetto nei miei confronti prima di tutto.

Uomini, a questo punto meglio le ballerine o le dita da rapace trattenute dallo scotch? Dalla donna t-rex alla donna velociraptor il passo è breve a quanto pare.

Nonostante la mia opinione forte sull’argomento ho chiesto un veloce parere ad un mio lettore, medico ortopedico, che mi ha rivelato di essere d’accordo con me sul fatto che si tratti di un’ennesima trovata folle fondata sul nulla. Ne sono felice, perché dopo il trend del belly slot non credo di poter sopportare un’altra moda insensata utile solo a mortificare il corpo femminile per creare un ideale di bellezza che nella realtà non esiste.

Ma il mondo è folle, si sa, molti preferiscono lo scotch che si intravede dal toe cleavage di una décolleté Louboutin ad una donna sicura di sé e della sua femminilità anche in infradito.

PS: ma le modelle, con i sandali, che scotch usano? Secondo me quello che si beve! Se cerchi un vero rimedio per limitare il dolore sui tacchi leggi questo articolo, ho provato delle solette incredibili che aiutano davvero!

21 thoughts on “Addio mal di piedi con il segreto delle modelle per non soffrire sui tacchi

  1. Sottoscrivo ogni virgola di quanto scrivi. Se è vero che tutto ciò che fate per apparire più belle e femminili lo fate per voi è non per piacere a noi uomini, allora è giunto il momento di scegliere di volervi davvero bene e rispettarvi . Brava Sara.

    1. Io parlo sempre per me e ragiono così, mi piacciono i tacchi, le ballerine, il tulle e gli anfibi, indosso quello che mi fa stare bene perché mi fa stare bene; e diciamo che mi interessa “sedurre” (che termine arcaico, non mi viene in mente un sinonimo decente) un solo uomo, che per fortuna non si ferma all’apparenza di un tacco a spillo! Grazie del commento :-*

  2. Buongiorno Sara,
    torno a leggere il tuo blog dopo più di un anno (ahimè!) di assenza, e già imparo qualcosa di nuovo!
    Ma soprattutto l’ho trovato rinnovato e arricchito, complimenti!
    Mi rimetto subito a studiare 🙂

  3. Bellissimo post, molto saggio e spiritoso al tempo stesso. Le modelle sono costrette ad usare a volte scarpe impossibili e i loro piedi spesso sono in condizione di sofferenza. Le comuni mortali devono permettersi il lusso di usare i tacchi alti quando e se vogliono (nel mio caso se posso!) senza sentirsi sminuite: ho già scritto altrove che la femminilità vivaddio va incommensurabilmente oltre un bel paio di scarpe con i tacchi.

  4. D’accordissimo con te! Non bisogna mortificare il proprio corpo non solo per quanto riguarda le scarpe ma anche quando si parla di vestitini leggeri in pieno periodo invernale. Vedere donne infreddolite con mise decisamente primaverili (giusto per scoprire un decoltè o una gamba) non è poi così femminile.
    :-*

  5. Nonostante le recenti (17 giugno 2016! http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/nomi-dita-piedi ) precisazioni di Vera Gheno, in barba a quei seriosi accademici , adesso che posso chiamare singolarmente e per nome ciascuno dei beneamati, sento che uno degli eterni problemi della mia vita si è definito.

    Cerco di stare lontano da alcolici e superalcolici ma se di notte (ma anche di giuorno, neh) mi si presentasse Illice o Trillice o Pondolo o persino Minolo ed il mio olfatto riconoscesse l’odore dello scotch …. beh, non saprei rifiutarli e mandarli altrove: sono una brava persona, ho una coscienza io!!!

    Io un metodo meno geniale per alleviare i dolori dei tacchi alti ce l’avrei ma credo sia da considerare un uso lenitivo, preventivo e successivo, molto locale e di non libera diffusione (anzi, direi molto personale, almeno per quanto mi riguarda), nonostante la comprovata e riconosciuta efficacia . Ed, ormai, direi che è diffusa e non è neanche segreta.

    Vogliamo essere più seri? Attenzione che s’inizia col legare due dita e non si sa’ poi dove si va’ a finire ….. insomma, mi pare una pratica rischiosa oltre che anti estetica.

    Quando, poi, il mio cervello ha deciso di smettere di cazzeggiare, mi ha detto che dovevo rispondere!
    Meglio le ballerine, è ovvio: per quanto anche le ginnaste di ritmica hanno un loro notevole fascino.

    Mortificare il corpo femminile per creare un ideale di bellezza che nella realtà non esiste (per chiunque) di certo non va’ bene: ringrazio il medico ortopedico per il giusto ed inevitabile contributo ma lo prego, altresì, di non svelare tutta la verità, perché la mia opinione è che veder girare femmine con tacchi di 4-6 cm equivarrebbe a dire che il rimedio è peggio del male. Sono sicuro che, da maschio, capirà! E sennò, già m’immagino come andrà a finire: barefooting 4seasons!!!

    Vabbè, vediamo se riusciamo ad essere seri: siamo in estate, W le infradito gioiellose, flat ma con pedicure obbligatoria!
    Per l’inverno … ci penserò ……… ah, ecco: stivali o, cmq, decollete senza toe cleavage, con trillice e pondolo shibarati!

    😛 😛

    P.p.s.: Anche tu, Alluce, sei sempre il benvenuto, non mi sono scordato: per Te ed i tuoi fratellini è sempre aperto!! Cuoricini

  6. Ciao Sara e ciao tutti che la seguite. In anticipo scusate per gli erori gramatici (non sono italiana), ma volevo scrivere alcune cose come profesionista dal settore calzaturiero e con profonda conoscenza della anatomia, biomeccanica e fisica.
    Ho leto tutto il post di oggi e i consigli simili ho visti anche tempo fa, ma adesso mi hai proprio invitata a scrivere.
    Allora, qualsiasi nastro adesivo non può aiutare a ridurre o bloccare o interrompere il mal di piedi. Perche? I piedi come tutto il nostro corpo e “ricoperto” con i muscoli e se non li usiamo al modo giusto ci fanno male.
    Che cosa vuol dire? Vuol dire che anche i muscoli dei piedi vanno allenati. Ci sono diversi esercizi che possono aiutare a rifforzare i musculi plantari, dorsali e delle gambe in generale.
    Dal altra parte la forma del piede è anche fondamentale per sentirsi comoda o bene sui tacchi alti.
    Se avete le domande possiamo profondire la discusione
    Anita Zannotti

    1. Ciao Anita, benvenuta!
      Nella mia guida parlo proprio di allenamento, delle gambe più che dei piedi; nonostante questo resta il fatto che il tacco alto costringe tutto il corpo ad assumere una postura non naturale, che a lungo andare può fare male e creare complicazioni noiose. Quindi W i tacchi, ma senza esagerazioni!

  7. Ciao Sara, leggo sempre il tuo blog e purtroppo spesso mi manca il tempo per rispondere. Sono sempre interessantissimi, vorrei intervenire, poi sono costretta a desistere per mancanza di tempo. Quest’argomento, però, mi stuzzica talmente che ho trovato un paio di minuti.
    Si tratta, come sempre, di una trovata, di una leggenda metropolitana. Qualcuno la lancia, altri la rilanciano, sino a quando acquisisce quasi i crismi di una verità scientifica. Hai fatto benissimo ad evitare di sottoporti a questa pratica ridicola, non tanto perché non sia giusto cercare di trovare una soluzione ai disagi che si possono incontrare (in questo caso derivati dall’uso dei tacchi alti), quanto perché si ha l’inequivocabile sentore che si tratti di un espediente inefficace, “una trovata fondata sul nulla”, per riprendere il concetto del tuo amico ortopedico.
    Sin qui sono d’accordissimo con te, quindi. Il mio punto di vista differisce un po’ dal tuo quando sembra che tu abbia un’opposizione quasi ideologica alla ricerca di qualche rimedio al male di piedi. Da quel che ho capito sostieni che se chi porta i tacchi deve soffrire è giusto che non cerchi alcun rimedio al mal di piedi e passi tout court alle ballerine. Forse hai volutamente estremizzato il concetto, però questa visione un po’ troppo bipolare a me non va molto. A parte il fatto che ci sono le vie di mezzo (tacchi medi, scarpe meno scomode, ecc), però ciò che non capisco è la ragione per cui una donna non debba usufruire, ammesso che ve ne siano di efficaci, dei mezzi che le consentono di indossare i tacchi e di non soffrire, o almeno di limitare la sofferenza. Può darsi che ricordi male, ma nel tuo stesso blog trattasti, tempo fa, dei famosi “party feet”. Saranno anche quelli piuttosto inefficaci, però è giusto che vengano presi in considerazione. Se poi la scienza, un domani, dovesse trovare il sistema per far soffrire meno sui tacchi alti, ben vengano le nuove idee. Sarebbe troppo semplicistico suggerire alle donne che soffrono il male ai piedi sui tacchi di passare direttamente alle ballerine.
    Per quanto riguarda le caratteristiche delle scarpe da indossare per evitare disagi, non sempre l’equazione prezzo=comodità funziona. Forse funziona indirizzandosi su brand che stanno al di fuori dei dettami della moda del momento, tipo Valleverde o Melluso, ma penso che per chi ha la passione delle scarpe non sia questa la strada da seguire, almeno sino a quando non si avranno 60 anni.
    Baci baci baci, Sara. Mi riprometto di intervenire di nuovo e presto nel tuo splendido blog.
    Scoiattolina

    1. Ciao, bentornata!
      Il tuo commento mi ha sorpresa, non me lo sarei aspettato da una “lettrice abituale”, ti rispondo subito.

      Ho riletto il mio post e il tuo commento diverse volte, sinceramente credo che tu abbia frainteso quello che ho scritto; non mi sono sottoposta a questa pratica perché non sono disposta a mortificare il mio corpo per motivazioni frivole come portare un tacco 14 per 24 ore al giorno, non lo ritengo necessario così come non ritengo necessario sottopormi alla dieta del momento per avere la pancia più piatta del mondo o il sedere di Kim Kardashian.
      Il fatto che io non lo ritenga necessario non significa che io automaticamente condanni a morte chi invece è disposta a legarsi le dita dei piedi per portare i tacchi: io non lo faccio, né per prova né per “doveri di blogger”, e mi auguro che nessuna donna senta il bisogno di tornare indietro di svariati secoli per sentirsi più sexy, ma la scelta rimane vostra. Nel mio blog io condivido quello che penso, so perfettamente che non tutti saranno d’accordo ed il bello è proprio questo!

      La questione non è consigliare a tutte di mettere le ballerine (mi sfugge il passaggio in cui l’ho scritto), ma imparare ad accettare la triste realtà che i tacchi, come tutte le cose non naturali, possono fare male: nel post consiglio di “scegliere scarpe di qualità migliore (addio Zara!), optate per materiali morbidi e leggete la mia guida”, guida in cui aiuto le meno esperte ad imparare a camminare sui tacchi.
      Non mi sembra di aver demonizzato chi cerca mezzi per stare più comoda, ho sconsigliato di sottoporsi a pratiche così estreme che ci riportano indietro di diversi secoli per combattere una scelta che facciamo noi stesse, ma non ho parlato di passare direttamente alle ballerine. Non ci sarebbe nulla di male, ma non è una cosa che ho scritto.

      L’unico riferimento che ho fatto alle ballerine è una palese provocazione per gli uomini che in questo post le hanno tanto criticate, non a caso la frase inizia con “uomini” (https://www.shoeplay.it/gli-uomini-odiano-davvero-le-ballerine/). Sono contenta dei commenti ricevuti dai miei lettori maschi, la mia provocazione è perfettamente riuscita.

      A me le vie di mezzo non piacciono, odio i tacchi “comodi” e preferisco le ballerine, se questo mi rende bipolare pazienza, ma sono stanca di dover per forza rappresentare lo stereotipo della donna in tacchi 24 ore su 24, perché non rispecchia il mio modo di vedere la femminilità.

      Mi auguro che la scienza nei prossimi altri si concentri su temi più importanti dei tacchi, ma so che per certo che già tantissimi marchi (di lusso, purtroppo costosissimi) si stanno muovendo per brevettare solette interne più confortevoli che aiutino a sopportare meglio il tacco distribuendo il peso in più punti del piede invece che sulla sola pianta. Uno è è Giordano Torresi, se le sue scarpe non costassero così tanto le proverei al volo: https://www.shoeplay.it/decollete-personalizzate-e-ultra-comode-il-futuro-e-firmato-giordano-torresi/

      La mia passione per le scarpe è nata insieme a me e adoro i tacchi, ma nonostante questo non ho problemi ad indossare ballerine o sneakers, non mi vergogno di dire che ogni tanto staccare ci sta, fa bene al corpo e alla mente, e non serve necessariamente arrivare a Melluso per stare comode. Il mio “stacco” in verità dura da più di un anno, ormai metto i tacchi pochissimo e vivo bene lo stesso, non mi sento meno donna, meno sexy, meno niente, giuro!

      Io a 60 anni vorrei arrivarci al meglio perché devo girare il mondo (magari due volte!) e i piedi mi servono integri, quindi per me niente scotch, ma non critico le scelte di nessuno, ho semplicemente dato al mia opinione su un rimedio che viene venduto come oro colato e per me è semplicemente ridicolo e anacronistico.

      Comunque ti ringrazio per lo spunto, in futuro voglio scrivere meno ma proporre post più dinamici tipo questo! A presto, un bacione.

  8. Sai quanta stima e quanta simpatia nutro nei tuoi confronti, quindi mi auguro che tu abbia capito che si tratta di un confronto amichevole, rilassato, al di là di qualsiasi implicazione polemica. Può darsi che abbia frainteso, almeno in parte. Non ho l’abitudine di attribuire ad altri dichiarazioni che non hanno fatto, ma a volto cerco anche di percepire attraverso la lettura tra le righe, captando ciò che si vuole sottintendere senza scriverlo o dirlo.
    Ho premesso che hai fatto benissimo a non sottoporti a questa pratica, inutile e ridicola, ridicola e inutile. Tu dici che il corpo femminile si mortifica, in questo caso attraverso la sofferenza dei piedi, stando 14 ore al giorno sui tacchi. Però alcune, come la sottoscritta, soffrono non dopo la 14.a ora, ma dopo la 3.a, o giù di lì. Ergo, se tu puoi stare sui tacchi 10 ore senza mortificare il tuo corpo, ossia senza la minima sofferenza ai piedi, io non lo posso fare. Dopo 3 ore i miei piedi fanno male. E che sia solo banale e sopportabile sofferenza o mortificazione del proprio corpo poco cambia. In sostanza intendo dire che tu non avrai bisogno di stratagemmi per arginare il mal di piedi, mentre altre, la cui sofferenza inizia ben prima, sì.
    Scrivi: “Mi auguro che nessuna donna senta il bisogno di tornare indietro di svariati secoli per sentirsi più sexy”. Me lo auguro anch’io, ma per il 90 per cento delle donne i tacchi alti sono sofferenza, a meno che una non li indossi solo per stare seduta. Questo, però, non è da oggi. L’uso dei tacchi alti si è affermato già nel periodo tra le due ultime guerre mondiali. E se ti riferisci alle violenze che nell’antica Cina si sottoponevano ai piedi femminili non mi pare che sia in atto un simile rigurgito, se non attraverso il lancio di alcune scarpe di grandi e famosi brand che effettivamente costringono il piede, e soprattutto le dita, ad una posizione non proprio naturale. Ma allora, a questo punto, meglio prendere una posizione radicale dicendo basta ai tacchi alti perché fanno male e sono contro natura, un po’ la battaglia che si fa contro le sigarette.
    I passaggi in cui sottolinei l’opportunit, non per tutte ma per alcune, di scegliere le ballerine o comunque le scarpe piatte al posto dei tacchi sono due. Te li riporto: “Uomini, a questo punto meglio le ballerine o le dita da rapace trattenute dallo scotch?”. Molti preferiscono lo scotch che si intravede dal toe cleavage di una décolleté Louboutin ad una donna sicura di sé e della sua femminilità anche in infradito”. Non è un consiglio esplicito? Magari no. Ma almeno tra le righe sì. “Non ci sarebbe nulla di male, ma non è una cosa che ho scritto”, dici. Effettivamente non c’è proprio nulla di male. Però in qualche maniera lo hai scritto ed io è per quello che sono intervenuta. Io stessa sono una fedele utente e sostenitrice delle ballerine, quindi almeno in parte sono dalla tua (parte).
    “Mi auguro che la scienza nei prossimi altri si concentri su temi più importanti dei tacchi, ma so che per certo che già tantissimi marchi (di lusso, purtroppo costosissimi) si stanno muovendo per brevettare solette interne più confortevoli che aiutino a sopportare meglio il tacco distribuendo il peso in più punti del piede invece che sulla sola pianta”. Ma ci mancherbbe. Non pretendo assolutamente che la scienza sottragga tempo e risorse a temi fondamentali per la nostra vita, ma le aziende calzaturiere qualche risorsa la possono destinare alla ricerca di sistemi per confortevoli per il piede femminile impegnato sui tacchi alti. Ricordo di essere stata in passato, non so se su questo o su altri blog, una sostenitrice, per non dire fautrice, della collocazione della soletta interna in ogni paio di scarpe con tacco dai 7 cm in su, perché il nocciolo della questione sta proprio nel fatto che il peso corporeo, con i tacchi alti, grava proprio lì, sull’avampiede, su quel cuscinetto che ci fa tanto soffrire. Mi meraviglio che la cosa, oltretutto di facilissima attuazione, non sia ancora stata pensata. Ed allora mi viene il sospetto che tra gli stilisti e i designer ristagni una sacca di perverso e malcelato sadismo.
    “Ormai metto i tacchi pochissimo e vivo bene lo stesso, non mi sento meno donna, meno sexy, meno niente, giuro!”. Ma ci mancherebbe, Sara. Ti appoggio al cento per cento. Sono come te. Anch’io mi sto affrancando dalla taccodipendenza. Proprio perché fa bene soprattutto alla mente, oltre che ai piedi. E come te ho trovato il modo di essere ugualmente femminile ed elegante. Li porto ancora i tacchi alti, ma molto meno. E credo che questo faccia parte delle stagioni della vita. Non credo ci sia donna che abbia portato i tacchi alti dai 16 ai 65 anni, ininterrottamente, forse nemmeno Victoria Beckham.
    Hai colto nel segno. E’ il ragionamento di una donna intelligente, che sa rendersi piacevole ma che nel tempo fa scelte ponderate e responsabili. La strada che hai scelto di percorrere è quella giusta. I tacchi alti alla lunga fanno pagare un prezzo. Meglio arrivare a 60 anni ancora con i piedi in buone condizioni per potersi gustare la vita in ogni sua fase, anche quella conclusiva. Io ho già un inizio di alluce valgo, che a piede nudo è poco evidente ma che con il tacco alto, specie i sandali, si manifesta abbastanza, se non avessi iniziato a limitare l’uso dei tacchi mi troverei tra pochi anni con qualche problema. Con questo non voglio dire basta tacchi. Tacchi sì, ma con un uso più intelligente.
    Leggendoci e rileggendoci bene, probabilmente siamo giunte entrambe a conclusioni che non sono poi così distanti l’una dall’altra. Sintetizzando, tacchi sì ma senza esagerare, senza creare le condizioni che provochino problemi nel tempo (io qualche piccolo segnale l’ho già), no ai rimedi sciocchi e ridicoli come lo scotch, sì ai rimedi di comprovata efficacia come la soletta interna incorporata nelle scarpe con il tacco alto.
    Ti abbraccio con inalterata stima e simpatia, anzi incrementate grazie all’interessante, piacevole e coinvolgente dialogo sul tema. Baci

    1. C’è solo un punto che non sono riuscita a spiegare come volevo, provo a tornarci.
      Secondo me il corpo si mortifica quando ci riduciamo a utilizzare lo scotch per legare due dita dei piedi tra loro per portare i tacchi, non quando portiamo i tacchi. Nel post ho fatto l’esempio dello stringivita, perché per quanto corsetti e bustini siano sexy questo per me è e rimane un orrore: http://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2013/06/Michele-Kobke-vita-pi%C3%B9-stretta-del-mondo-12.jpg
      Se la ragazza in questione è contenta della sua vita sottile io sono contenta per lei ma continuo a ritenerla eccessiva e continuo a sperare che rinsavisca, anche per la sua salute fisica.
      Il problema non è se mettere o meno i tacchi, ma quello che siamo disposte a fare pur di portarli a tutti i costi, per il più a lungo possibile. Se leggi un consiglio implicito in una frase che è una ovvia provocazione riservata agli uomini, che gli uomini stessi hanno colto come tale, non so cosa dirti, l’intenzione non era quella, di solito i miei consigli sono sempre piuttosto espliciti. E poi chi sono io per dire alle altre donne di portare le ballerine?
      Sul resto mi sembra che siamo d’accordo 🙂

  9. Siamo d’accordo su tutto, in pratica. Quasi tutto. Una sola sfumatura, ma forse, analizzando bene, siamo d’accordo anche su quella: no agli espedienti stupidi e ridicoli per arginare il male ai piedi provocato dai tacchi alti, tipo lo scotch; sì, però, alle migliorie tecniche tipo l’inserimenti del cuscinetto imbottito nell’avampiede delle scarpe più alte di 7-8 cm. Quello potrebbe non solo consentire di rimanere sui tacchi alti qualche ora in più, ma forse – dico forse perché non sono una specialista in ortopedia – anche di contribuire ad evitare problemi che si possono presentare alla lunga, tipo l’abbassamento dell’arco metatarsale e magari anche le premesse per l’alluce valgo.
    Grazie, Sara, per avermi risposto. Ora vedrò di tornare ad intervenire spesso nel tuo blog, sempre più bello. Un caro saluto. Baci.

  10. Volevo commentare che appoggio totalmente la tecnica dello scotch da bere, rispetto allo scotch adesivo, ma dopo aver visto che ci sono commenti che scandagliano a fondo il tuo post mi sono sentita leggermente idiota!:)
    Scherzi a parte, l’avevo letta anch’io questa trovata, ma sinceramente al di là della mortificazione, a me fa proprio impressione! Non lo so, la trovo una cosa un po’ barbara!
    Mi dirai che anche portare scarpe strette e tacchi alti potrebbe essere considerato barbaro, e forse lo è davvero, però credo sia una questione di limiti!

    E poi è vero che prezzo non equivale a comodità, però le scarpe Zara sono particolarmente scomode!!! L’esempio era “calzante”!:)

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