Meno donna senza tacchi? Parliamone!

Ti è mai capitato di sentirti meno donna senza tacchi? Qualcuno ti ha mai fatto notare che la mancanza di tacchi ai tuoi piedi in un determinato contesto poteva non essere apprezzata?

Voglio essere sincera, a me è successo di rado che qualcuno mi sminuisse quando non indossavo i tacchi, ed è stato comunque orribile; da quel momento ho imposto a me stessa prima di tutto, di non cadere nella trappola donna=tacchi, e mi sono regalata tantissime scarpe basse bellissime, che ho indossato ed indosso ancora oggi, senza sentirmi meno donna di quando porto il tacco 12.

Se vivi la tua passione per le scarpe in modo libero probabilmente questo post ti sembrerà una follia, ma ti assicuro che nel mondo in tanti pensano ancora che una donna debba portare i tacchi per esaltare la sua femminilità, per essere completa. E io voglio chiarire che non lo penso, non lo condivido e non lo supporto in nessun modo, su nessuno dei miei canali online (ma nemmeno offline), anzi.

Ricordo ancora l’ansia da pubblicazione del mio primo post nel blog dedicato ad un paio di ballerine, era il 2011 se non sbaglio, e come previsto sono stata invasa da commenti di persone che da me non se lo sarebbero mai aspettato; la stessa cosa si è ripetuta tempo dopo, quando ho condiviso un regalo di compleanno, arrivato sotto forma di un paio di ballerine.

“Da te non me lo sarei aspettato”: in alcuni commenti c’era ironia, in altri delusione, perché avevo osato distruggere l’immagine che si erano fatti di me sbattendogli in faccia la realtà. E questo era inaccettabile, anche nel mondo prima di Instagram.

Oggi mi capita raramente di ricevere questi commenti, ma esistono ancora donne che vengono licenziate perché si rifiutano di indossare i tacchi al lavoro, e star a cui viene negato il red carpet di un Festival del Cinema se non si presentano con dei tacchi alti, molto alti.

Nicola Thorp nel 2016 è stata licenziata dal suo posto di lavoro a Londra, proprio perché non si è adeguata al dress code dell’azienda, che prevedeva l’utilizzo dei tacchi alti: può esistere una regola di questo genere, che evidentemente riguarda solo il personale di sesso femminile?

Nel giugno 2019, il Ministro della Salute e del Lavoro giapponese Takumi Nemoto, ha messo la parola fine alla protesta #KuToo, ispirata al #MeToo e volta alla modifica delle regole che impongono i tacchi negli uffici al personale di sesso femminile: la fondatrice del movimento, Yumi Ishikawa, lo considera un obbligo discriminante, secondo il Ministro invece i tacchi sono “necessari ed appropriati”.

Necessari. Punto e fine.

Nonostante la libertà individuale e la moda attuale ci stiamo aiutando ad uscire dall’impasse, sembra che la società abbia l’intenzione di perpetrare il concetto che in alcuni casi è vero, la donna è meno donna senza tacchi.

Ed è gravissimo.

Gravissimo perché una receptionist inglese non è più professionale se porta i tacchi, ma soprattutto non deve essere tenuta a sottostare a precise regole se le stesse non valgono anche per i colleghi maschi: quindi l’utilizzo di un abbigliamento ordinato va benissimo, la scelta di colori sobri è altrettanto accettabile, ma l’imposizione di un tacco alto non lo è, perché è sessista e oggettivamente stupido.

Anche perché la receptionist potrebbe avere problemi ai piedi o alla schiena, quindi non reggerebbe nemmeno il paragone con la cravatta, obbligatoria nel dress code maschile.

Il caso del Festival di Cannes è ancora più emblematico, perché riguarda un mondo in cui si pensa che alcune persone abbiano abbastanza potere da poter fare quello che vogliono, sopratutto se l’argomento del contendere sono delle scarpe.

E invece no, per sfilare sul magico tappeto rosso della Croisette, le star di sesso femminile devono calzare tacchi alti, pena l’allontanamento dall’area: partecipare alle proiezioni e farsi fotografare è una parte importante del lavoro di queste attrici, utile alla promozione del film, ma anche al loro personal branding e alla pubblicità di case di moda e designer che le vestono per l’occasione, quindi rinunciare non è un’opzione.

Ed ogni anno riaprono la polemica continuando a cedere ad un ricatto che farebbe ridere anche in terza elementare, figuriamoci su un red carpet internazionale.

C’è chi, come Kristen Stewart e Julia Roberts, ha preso l’abitudine di togliere le scarpe in mezzo al red carpet, in segno di sfida, e chi invece ogni anno accetta di farsi dire dagli altri cosa indossare per essere accettata.

senza tacchi sei comunque sexy

senza tacchi non sei donna

E poi c’è chi ha sfruttato il potere del web, condividendo online il video in cui una guardia blocca una giornalista accreditata, perché è senza tacchi: Claudia Eller, direttrice di Variety, ha insistito ed è stata poi fatta passare nonostante le scarpe basse, ma il video è stato comunque pubblicato online ed è diventato virale.

E’ cambiato qualcosa? Apparentemente no, ma la verità verrà fuori solo tra qualche mese, quando il Festival di Cannes riaprirà i battenti.

Se situazioni come questa avvengono in contesti illuminati da migliaia di riflettori, non oso pensare a cosa accada nel mondo lontano dai red carpet, dove fidanzati stupidi, capi maschilisti e leggi non scritte mettono a repentaglio la nostra libertà di indossare quello che vogliamo, quando vogliamo.

Perché siamo arrivati a questo punto? Io non lo so, ma ci sono certi malintesi che sicuramente non ci hanno aiutate.

Sono anni che ci ripetiamo che i tacchi ci fanno sentire più donne, più sicure, più sensuali, lo gridiamo al mondo con forza, ed è tutto vero, ma il guaio è che queste sensazioni meravigliose sono difficili da spiegare a chi non le vive, e sono altamente fraintendibili.

E ci siamo incastrate in questo paradosso, in cui siamo diventate schiave delle nostre stesse sensazioni, che sono state rivisitate e amplificate da filtri e megafoni che non sono stati creati da noi: se dico che mi sento più sensuale con i tacchi, non sto automaticamente dicendo che mi sento uno schifo con le ballerine, perché per me  si tratta solo di sfaccettature diverse dello stesso concetto.

Per me, perché io quelle sensazioni le vivo ogni giorno, da tutta la vita, ma come farle capire a chi riduce tutto alla sensualità tradizionale da locandina sexy!?

Da donna, non posso e non voglio vincolare la mia femminilità ed il mio modo di essere ad un oggetto, che seppur bellissimo, è e rimane un oggetto inanimato finché non sono io ad indossarlo, e a decidere per lui cosa può rappresentare.

Io posso decidere cosa rappresenta per me quell’oggetto, nessuno può fare lo stesso con me, perché io non sono un oggetto, e non sono tenuta ad accontentare la visione maschilista della donna di potere, che ha raggiunto il successo ma deve comunque sottostare a dettami imposti da altri per essere accettata.

Da blogger di scarpe sono felice di sapere che esistono corsi per imparare a camminare sui tacchi, ma sono anche preoccupata dall’enfasi che viene posta sul fatto che una donna debba essere in grado di farlo, e debba farlo per sentirsi più forte, più sicura.

Più femmina.

Ed è per questo che nonostante le richiesta non mi sono mai addentrata più di tanto nell’argomento: se i tacchi ti fanno male, non ti piacciono, e non sai portarli, non farlo. Esistono tante scarpe bellissime, e scegliere quelle basse non vuol dire mettere la parte la tua femminilità, ti prego di credermi.

Non sei meno donna se ti sposi con le ballerine, non sei meno donna senza tacchi al matrimonio di tua sorella, non sei meno donna se indossi il tacco 12 al supermercato e le sneakers al ristorante: non sei meno donna se decidi per te stessa quello che è giusto indossare.

 

 

 

 

6 thoughts on “Meno donna senza tacchi? Parliamone!

  1. Mah
    Premesso che, chiaramente, l’obbligo di indossare tacchi è contestabile.
    Però rimane che dal punto di vista puramente estetico un paio di scarpe alte è, mediamente più bello di un paio basso.
    Questo non deve in nessun modo limitare la libertà personale e di scelta.
    Ma allo stesso modo l’estetica a volte non si coniuga con la comodità, praticità e via dicendo

  2. Ero del tutto ignara del fatto che ci fossero regole tanto assurde sia sul red carpet che nella vita reale in alcuni luoghi di lavoro o paesi del mondo…lo trovo pazzesco ! Capisco che in alcuni ambienti venga esplicitamente richiesta una presenza curata ed ordinata, anche se dovrebbe essere la regola per tutti coloro che abitano questo mondo…ma il tacco cosa c’entra ? Una donna è più donna in proporzione ai centimetri di tacco che porta ? Rimango allibita…anche perché se così fosse, scopro oggi di non essere affatto una donna ! Hahahahaha

  3. Le ballerine sono scarpe da donna, mica da uomo, non vedo dove sia la perdita di femminilità se le si indossano al posto dei tacchi. Tra l’altro una donna rimarrebbe tale anche se si vestisse da uomo, non è l’abbigliamento ad attribuire il sesso.

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