Lavorare sul web non è un gioco: lo scandalo del negozio di scarpe Eredi Corazza

Ho creato e coltivato i miei canali social con l’intento di renderli delle oasi di serenità e pace, non mi schiero mai nelle litigate da web, non lancio frecciatine alle colleghe, non rispondo a provocazioni e insulti e non piango per ricevere prodotti gratis; in poche parole vado dritta per la mia strada, mano nella mano con il rispetto che ho per me stessa e per chi mi segue.

Oggi faccio un’eccezione, perché mi sono imbattuta in una pubblicità davvero disgustosa, legata proprio al mondo delle scarpe, e non posso tacere. La doverosa premessa è che conosco bene i prodotti dell’azienda Ixos, specializzata in abbigliamento e accessori dal taglio distintivo molto particolari e di ottima qualità; non mi stupisce che Ixos/Malloni si è immediatamente dissociata dall’immagine che state per vedere, commentando direttamente su Facebook senza alimentare la polemica esplosa in queste ore. La foto è stata scattata da un rivenditore del brand, Eredi Corazza, di sua spontanea volontà, per promuovere un modello di scarpe Ixos in vendita nel suo negozio. Ora vi chiedo: cosa vedete in questa immagine?

scandalo eredi corazza

Quale donna al mondo sarebbe tentata di acquistare un paio di scarpe ritratte in una foto del genere? Sono sempre troppo sensibile e spesso mi capita di vedere cose che in realtà non ci sono, ma ho scoperto di non essere l’unica ad aver legato questa foto ai tanti, troppi fatti di cronaca che raccontano di stupri ed omicidi: e io dovrei comprare in un negozio che promuove una pubblicità così bassa e sporca!?

Sarà anche vero che nella pubblicità “l’importante è che se ne parli”, ma il web, nel bene e nel male, è un mondo aperto a tutti, dove ogni cliente deluso, ogni consumatore arrabbiato può esprimere il proprio giudizio. Ma soprattutto il web è un mondo che non dimentica e non perdona, in cui professionisti seri tentano ogni giorno di creare contenuti utili e di valore per promuovere prodotti ed eventi; purtroppo di noi si parla poco ma si sa, a volte è più facile parlare del male che del bene.

Ovviamente io ed il mio blog siamo con Ixos, non so come andrà a finire questa storia ma spero che questa bassezza serva a far capire la differenza tra chi lavora a testa bassa ogni giorno per crescere e chi è capace di sfruttare gli errori del mondo in cui viviamo per emergere e guadagnare sulle tragedie.

10 thoughts on “Lavorare sul web non è un gioco: lo scandalo del negozio di scarpe Eredi Corazza

  1. Ho visto l’immagine, ho letto il titolo e mi sono preoccupato.
    Brutta la storia, brutte le scarpe, brutti i jeans e persino la foto.
    Stupido l’autore della pensata; purtroppo, c’é di peggio in giro.
    Anche troppe parole ha meritato. Punto.

    1. In effetti c’è da preoccuparsi, la foto è ancora in bella mostra nella bacheca del negozio, con interazioni che non si sarebbero mai nemmeno sognati. Cosa c’è di peggio in giro, oltre alle foto identiche ma reali?

    1. Ho provato ma su Facebook le segnalazioni vanno difficilmente in porto! Al momento l’unica cosa che possono fare per me è “nascondere il contenuto”, come se si trattasse di una foto normalissima che disturba solo me. Per Facebook la foto rispetta gli standard della community, ma da un social che censura le immagini di una modella oversize perché “rappresenta uno salute di vita ripudiabile” non mi aspettavo niente di diverso.

  2. Orribile, non c’è proprio nulla di bello in questa foto. Ma io dico, possibile che esista gente così dissociata dal mondo fino al punto di considerare accattivante, per il proprio negozio, questa immagine che non solo, come dici tu, richiama i tanti fatti di violenza sulle donne, bensì risulta triste, cupa e decadente. Bah!

  3. Schifosa, odiosa, ripugnante. Non importa che scarpe indossi la modella, una pubblicità del genere – tipicamente italiana – che ispirandosi a orrendi fatti di cronaca riduce la donna a mero oggetto da usare e gettare, contribuisce sottilmente, come tante altre pubblicità simili, alla “cosificazione” della metà femminile della popolazione.

  4. Tre giorni dopo la pubblicazione della foto arriva finalmente una risposta ufficiale da parte dello staff del punto vendita; in questi tre giorni hanno ovviamente continuato a pubblicare post su Facebook senza degnarsi di rispondere ai clienti o all’azienda Ixos in merito a questa immagine. Sarà arrivata una diffida? Io non posso saperlo, ma il fatto che non menzionino Ixos nel commento dice abbastanza. Questa è la risposta ufficiale, che non cambia di una virgola la mia opinione in merito: non è colpa nostra che abbiamo mal interpretato, ma colpa di chi, con la scusa dell’arte, ha prodotto una schifezza. Troppo facile dare la colpa all’arte, l’arte è per gli artisti.

    Buonasera,
    Prendiamo atto del fatto che la nostra immagine non sia stata apprezzata e affermiamo che sia stata mal interpretata.
    Siamo un’attività che opera nel settore della moda dal 1930, il nostro nome, il nostro DNA, sono da sempre stati associati ad un prodotto dagli standard qualitativi elevati, una ricerca vota all’innovazione ed allo stile, uno store che ama la femminilità prendendosi cura dell’immagine delle proprie clienti, ormai fidelizzate.
    Oggi l’Azienda è rappresentata e gestita dagli Eredi, la quarta generazione.
    Anime giovani e passionali che cercano di connettere sempre più l’Arte con il mondo della moda.
    La storia delle nostre immagini, finalizzate alla vendita del prodotto stesso, deriva da canoni estetici e ricerche stilistiche tali da portarci a nominare – creativi espressionisti come ‪#‎SpencerTunik‬, ‪#‎DavidLachapelle‬, ‪#‎MarioTestino‬, ‪#‎OlivieroToscani‬, ‪#‎ArakiKinbaku‬, ‪#‎RobertMapplethorpe‬, ‪#‎FrankHorvat‬, ‪#‎HelmutNewton‬, ‪#‎MustafaSabbagh‬, ‪#‎AoiKotsuhiroi‬ –
    stilisti d’avanguardia come ‪#‎BorisBidjanSaberi‬, ‪#‎RickOwens‬, ‪#‎AnnDemeulemeester‬, ‪#‎GoschaRubinsky‬, ‪#‎Demobaza‬, ‪#‎MichelLamy‬, ‪#‎IsseyMiyake‬, ‪#‎YohjiYamamoto‬, ‪#‎DiLiborio‬, ‪#‎KarlLagerfeld‬ – in una ricerca quotidiana e costante che non avrà mai un punto di fine effettivo.
    Allontanandoci, come ci è stato accusato, dall’unico bisogno di creare visibilità, la nostra ricerca ha basi culturali ben più solide, che rendono omaggio ai nomi sopra citati e si legano con stima ai grandi movimenti artistici e pubblicitari che hanno da sempre fatto la storia. Per questo motivo citiamo inoltre, senza essere troppi prolissi, “Hot” la mostra collettiva svoltasi a Milano a cura di ‪#‎LucaBeatrice‬, come uno dei tanti esempi che ha analizzato con professionalità “il concetto di oscenità, che nasce con il moderno, quando l’opera d’arte entra in relazione con i mass media.”
    In particolare l’impronta fotografica dello scatto ha alla base la fusione di: un pantalone di Saberi con cui sfilò nella sua ultima menswear e l’immagine della compagna pubblicitaria di ‪#‎Solestruck‬ con cui presenta al mondo la prima collezione di scarpe maschili con tacco.
    L’immagine è ormai virale e ne prendiamo atto scusandoci con tutte le persone che ne hanno risentito negativamente, in particolar modo le scuse sono dirette a tutte le donne che si sono sentite toccate.

  5. Con la scusa dell’arte mimesi del reale e nscondendosi sotto gli -ismi pseudoculturali si puo’ far passare di tutto, anche le immagini piu’brutali e tragiche.
    Perche’ non richiamarsi invece alla bellezza e all’armonia classica e invitare a gustare il bello invece di proporre di continuo immagini che possono turbare ed evocare situazioni innominabili?
    Questa immagine e’ brutta e di brutture e cattiverie non ne abbiamo bisogno.

  6. Un negozio di Frascati forse balzato alla cronaca ma che, alla lunga, avrebbe fatto meglio a porgere scuse sincere e sentite in poche parole (la lingua italiana può essere infida, eheheh).
    Speriamo che la 5^ generazione rimedi agli errori della quarta che, onestamente, non mi sembra in grado (a parte il gusto estetico, oggettivamente pessimo) neanche di partorire una risposta ufficiale degna di essere tale (a Sara ho spiegato formalmente il perché … e non ho voluto approfondire il merito).

    Infatti (cfr. http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/05/eredi-corazza-lazienda-prende-le-distanza-dalla-pubblicita-che-allude-alla-violenza-sulle-donne-procederemo-per-vie-legali/2957972/;), riporto che la Malloni S.p.A., titolare del marchio Ixos, ha in queste ore diramato un comunicato per prendere le distanze dallo scatto e per annunciare la scelta di vie legali. “La foto pubblicata sulla pagina facebook del rivenditore Eredi Corazza, in cui è ritratta una donna stesa a terra che indossa un paio di scarpe del predetto marchio, è esclusivamente frutto di un’autonoma decisione promozionale del rivenditore medesimo, che mai è stata preannunciata, né tantomeno condivisa ed autorizzata dalla società”.

    1. Nessuno parla degli hashtag usati nel commento per attirare ancora visibilità sfruttando nomi di artisti veri. Ecco la risposta intera di Ixos, che ovviamente ha interrotto la collaborazione con il negozio:

      L’azienda MALLONI S.p.A., titolare del marchio IXOS, tiene a precisare che la foto pubblicata sulla pagina facebook del rivenditore Eredi Corazza, in cui è ritratta una donna stesa a terra che indossa un paio di scarpe del predetto marchio, è esclusivamente frutto di un’autonoma decisione promozionale del rivenditore medesimo, che mai è stata preannunciata, né tantomeno condivisa ed autorizzata dalla società. Il rivenditore in questione acquista le calzature IXOS e in totale autonomia gestisce il proprio e-commerce e i propri social network.
      Pur non essendo responsabile in alcun modo, dunque, della pubblicazione, l’Azienda esprime tuttavia la propria vicinanza con quanti si siano sentiti offesi ed indignati dalla sua visione o dal messaggio che la stessa può lasciar trapelare e con i medesimi pertanto si scusa; ritiene infatti offensivo l’accostamento del proprio marchio a messaggi provocatori e violenti, che non appartengono al proprio linguaggio, né alla propria proposta comunicativa e stilistica. Per tali ragioni, ha formalmente richiesto al rivenditore di eliminare la pubblicazione dal suo sito e dalla pagina facebook.
      Con questo comunicato ufficiale l’azienda dichiara di interrompere la collaborazione commerciale e di procedere per vie legali.
      L’ Azienda si dissocia con nettezza dal contenuto della pubblicazione, ritenendo che il veicolo promozionale debba essere sempre utilizzato con cautela, nel rispetto della sensibilità dell’osservatore, dunque entro determinati perimetri e senza mai scadere nella strumentalizzazione; pertanto confida nella consapevolezza che la propria clientela sappia riconoscere come questo tipo di messaggi non ha mai connotato la propria politica aziendale, né la propria proposta stilistica, che aspira sì a stupire, ma esclusivamente con la forza della novità, della fantasia e della creatività dei prodotti.
      MALLONI S.p.A.

      Gente seria che sa lavorare e che sa anche l’italiano, confermo quanto scritto nel post!

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