Collaborazioni tra aziende e blogger: come funzionano per me

Le collaborazioni tra aziende e blogger sono uno dei modi per monetizzare online, ma si parla ancora troppo poco di come i contenuti generati da questo tipo di accordo andrebbero segnalati ai lettori.

Si è discusso a lungo del caso Belen Rodriguez e Fitvia, che è costato alla showgirl una multa da parte dell’AGCOM per pubblicità occulta, ma ancora oggi sono tanti gli influencer e i blogger che non dichiarano le collaborazioni, facendo credere ai loro follower che i contenuti siano del tutto spontanei e naturali.

Nel Regno Unito le norme sulla questione sono rigidissime, mentre in Italia al momento abbiamo le linee guida dell’Istituto Autodisciplina Pubblicitaria, che indicano come sarebbe opportuno segnalare i contenuti sponsorizzati.

Ho scelto, dopo lunghe riflessioni, di non dedicare il mio ed il tuo tempo a smascherare i miei colleghi disonesti, e ho preferito spiegarti come lavoro io quando decido di unire le forze con un’azienda.

Se pensi che tra i tuoi blogger del cuore ci siano persone poche oneste, sappi che se non vedi mai nessuno dei disclaimer che stai per leggere c’è qualcosa che non va, perché se una persona lavora online prima o poi dovrà collaborare con qualcuno, giusto?

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Collaborazioni tra aziende e blogger: come lavoro io

Negli ultimi mesi mi è capitato di usare diciture diverse per diversi tipi di partnership, ma dall’uscita di questo articolo faranno fede le descrizioni che trovi qui: averlo scritto è utile anche a me, finalmente mi sono auto imposta un codice unico, dato che nessun altro vuole redigerne uno per noi blogger!

ADV: utilizzo questa dicitura principalmente sui social, per farti sapere che quello che vedi o leggi è sponsorizzato dall’azienda che menziono. Quindi il brand in questione mi ha pagata per condividere quel determinato prodotto; io non accetto collaborazioni che prevedano testi scritti da altri, utilizzo di frasi catchy non decise da me, recensioni non sincere e misteri strani. Lavorare con le aziende è una gioia e ne vado sempre molto fiera, ma sono anche molto selettiva e attenta, dato che poi è la mia faccia a veicolare il messaggio. Inserisco la dicitura ADV alla fine della didascalia sia su FB che su Instagram, mai negli hashtag, perché sono convinta che nessuno li legga, e non voglio far passare il messaggio che nascondo le collaborazioni lì dove non batte il sole.

Articolo realizzato in collaborazione con: è “ADV” in versione blog. Questa frase si trova in fondo ai post sponsorizzati qui nel blog, in cui come sempre le opinioni sono le mie, così come ogni singola parola che leggi; le aziende “comprano” uno spazio nel mio blog, non la mia credibilità. Nessuna azienda ha i soldi necessari per acquistare quella, credimi.

Prodotto inviato da: questa dicitura appare quando il prodotto mi è stato inviato dall’azienda, che però non mi ha pagata per mostrartelo. In sostanza, me l’ha mandato per farmelo provare, per ringraziarmi per averla supportata, per farmi sapere che mi stima, per mille motivi, ma non si aspetta che io lo condivida con te. O meglio, se lo aspetta, ma sa che potrei anche decidere di non parlartene mai. Sono io a decidere se e come farlo ed in che tempi condividerlo con te.

*: uso l’asterisco (su YT, FB e Instagram) per segnalare i link di affiliazione, quindi link che mi consentono di guadagnare una percentuale su un tuo eventuale acquisto. Inutile dire che tu paghi il prezzo normale del prodotto, a pagare me è il brand con cui ho stipulato un accordo per l’affiliazione, non tu. Nel blog non segnalo questi link, ma ho scritto chiaramente nella pagina “domande frequenti” che li uso; se linko qui un prodotto è senza alcun dubbio un link di affiliazione, sui social mi capita invece di linkare di tutto, per questo preferisco essere chiara.

NOADV: è l’espressione che uso quando voglio specificare che il contenuto che stai guardando non è sponsorizzato. Lo utilizzo solo quando condivido post/sconti/foto di aziende con cui ho collaborato, per farti capire che quel contenuto specifico non è parte della collaborazione. Il mio lavoro è fatto di sfumature e non è sempre facile essere chiara, ma faccio il possibile per esserlo. Se non scrivo niente, il contenuto è spontaneo al 100%; se scrivo NOADV è comunque spontaneo al 100%, ma ho lavorato con l’azienda menzionata, anche se NON per la produzione di quel contenuto specifico.

E questo è tutto, non è poi così difficile essere trasparenti!

Pensa che nel Regno Unito le blogger che decidono di menzionare un’azienda con cui hanno collaborato anni prima devono dire che in passato ci hanno lavorato, altrimenti sono a rischio multa! E io qui devo combattere per vedere un semplice ADV, incredibile vero?

 

Nel 2019 ho deciso di attivare i banner pubblicitari nel blog proprio per poter continuare a svolgere questo lavoro in libertà, rimanendo fedele alla mia idea di accettare solo collaborazioni virtuose, utili a me e a chi mi segue.

E’ per questo che non ti parlo di bibitoni dimagranti, non cedo ai contenuti trash e non mi interessa far parlare di me a tutti i costi: il web è anche un posto pulito, e faccio quello che posso per mantenerlo così, com’era più di 10 anni fa, quando ho iniziato a raccontarmi online.

Spero che questa dissertazione sulle collaborazioni tra aziende e blogger abbia fatto chiarezza sull’argomento, se l’idea di lavorare con il blog ti attrae qui trovi li mio ebook dedicato proprio ai blogger alle prime armi.

 

4 thoughts on “Collaborazioni tra aziende e blogger: come funzionano per me

  1. Sarò strana io ma a me non è mai dispiaciuto che i blogger/youtuber/instagrammers che seguo condividano le loro opinioni su prodotti e servizi mandatigli da aziende, anzi, se so che mi posso fidare di quella persona, è anche interessante scoprire nuove aziende o prodotti proprio grazie a loro! Di recente ho scoperto un bellissimo servizio di fiori a domicilio ed è una cosa fichissima.

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