Blogger Life: le critiche sono una cosa bellissima

Vita da blogger!

Dopo tanti mesi di assenza oggi tornano le chiacchiere del sabato, i miei off topic dedicati a pensieri in libertà. Oggi parliamo di critiche, io mi riferirò al mondo dei blog perché lo vivo quotidianamente da anni, ma il mio discorso vale per qualsiasi ambiente lavorativo o personale.

Capire cosa ne penso è facile, nel mio blog i commenti non sono moderati, non censuro niente e se mi dite che una scarpa pubblicata o un mio outfit non vi piace non corro dalla mamma a piangere, perché adoro le critiche. Ogni volta che trovo un nuovo commento mi auguro di leggere tra le righe anche una critica o una richiesta da parte vostra; non è follia, è realtà, perché io il blog non l’ho aperto per me, ma per voi.

Se non la pensassi così mi limiterei a scrivere in un file word gelosamente custodito tra le cartelle del mio PC: avrei un diario molto professionale ma privato in cui sfogarmi senza dovermi preoccupare delle critiche altrui. Invece ho scelto di condividere alcune delle mie passioni con migliaia di sconosciuti che mi seguono qui e sui social, perché mi piace utilizzare il web per comunicare, per conoscere altre realtà, persone e modi di pensare diversi dal mio. Non è questo il senso di un blog!?

blogger

Le critiche per un blogger dovrebbero essere pane quotidiano; le critiche, non i like, il numero dei commenti e le proposte di collaborazione; ancora non capisco come si possa considerare un blog di successo un sito in cui altri blogger commentano senza leggere, di fretta e con l’unico obiettivo di lasciare il proprio link rimanendo in attesa di un’altra serie di commenti che non aggiungono niente al post, ma anzi lo sviliscono agli occhi dei “non blogger”. Io commento 3-4 blog e lo faccio perché mi piacciono le persone che li gestiscono,  mi fa quindi piacere fargli sapere che apprezzo il loro lavoro, ma se poi non ricambiano i commenti non ne faccio un dramma, non le seguo per questo; a volte mi capita di leggere post in giro e di non commentare, perché… non ho niente da dire. Succede, anche a chi ha sempre la battuta pronta come me, e preferisco il silenzio ad un commento di due parole corredato di link, scritto perché devo lasciare traccia del mio passaggio a tutti i costi. Esiste Analytics per questo genere di informazioni.

Senza nulla togliere ai commenti delle colleghe (parlo al femminile per ovvie ragioni!), che apprezzo sempre perché immagino che mi seguano per interesse, sono felicissima di ricevere commenti da utenti “non blogger”, che essendo estranei ai meccanismi del web riescono sempre ad essere estremamente sinceri, diretti e quindi utilissimi, nel bene e nel male. Dai vostri commenti ho scoperto che vi interessano alcuni brand più di altri, ho iniziato ad aggiungere la taglia disponibile delle scarpe che pubblico (quando mi ricordo di farlo, sigh!) su richiesta di una di voi, e così via, il mio spazio cresce con me ma anche con voi che lo seguite.

Sapere che quello che pubblico non vi piace mi serve per capire cosa volete leggere, perché il blog esiste grazie a voi che lo leggete, è casa mia ma è aperta a tutti, altrimenti chiuderei la porta e non mi preoccuperei di nessun altro. Mi piace attivarmi per trovare le offerte migliori, per consigliarvi negozi online affidabili, per farvi ridere con i miei folli racconti shopping, sapendo che dall’altra parte ci sono migliaia di persone libere di dire quello che vogliono. Quando dico libere intendo proprio libere, mi è capitato di ricevere le cosiddette “critiche costruttive” ma mi è capitato anche di trovare insulti più o meno pesanti, e sono ancora lì, perché non mi offendono, non ci rimango male: li leggo, li elaboro, prendo quello che c’è di buono, se c’è, e provo a migliorare laddove possibile, altrimenti accetto il mio essere umana e vivo benissimo lo stesso. Il tono non mi interessa, le parolacce non mi interessano, sono un problema di chi ha scritto il commento, non mio che devo leggere; non “rovinano la mia immagine”, ma quella di chi ha commentato, che anche se anonimo è e rimane un essere umano.

E ora la domanda che ogni blogger si pone prima di cancellare un commento acido sotto ad un post sponsorizzato: se gli “anonimi” criticano l’azienda che mi ha pagato cosa devo fare? Partendo dal presupposto che l’azienda paga per avere spazio e visibilità nel tuo spazio e non per essere difesa a spada tratta (esistono professionisti che studiano per farlo) l’unica cosa da fare è rispondere spiegando il tuo punto di vista. Se il brand di scarpe XXX mi invia una décolleté e nel mio post qualcuno scrive che lo stesso modello gli si è scollato dopo dieci minuti di passeggiata l’unica cosa che posso fare è girare la segnalazione a chi di dovere, raccontando la mia esperienza positiva per alleggerire i toni (cosa che tra l’altro faccio anche quando nessuno mi ha pagato per scrivere il post). E basta, perché le aziende che si mettono in gioco online hanno un servizio clienti capace di gestire eventuali problematiche, si tratta di uno o più professionisti che svolgono un lavoro estremamente importante e faticoso. Potrei citarvi decine di brand bravissimi in questo, e molti di più che secondo me non sono ancora pronti per essere presenti online, ma non è questo il punto. Cancellare il commento acido danneggia solo il blogger, perché a perdere credibilità non è l’azienda, ma il blogger stesso; il commentatore censurato nel vostro blog avrà comunque libero accesso ai social media, alle mail, ad altri blog, devo aggiungere altro?

Sentitevi liberi, anzi, sentitevi quasi in dovere di scrivere, commentare, palesarvi nel mio blog, perché la vostra presenza è ciò che lo nutre; sapere cosa vi piace e perché mi leggete è il regalo più bello che possiate farmi, tanto giuro che non mordo, sono vegetariana!

 

Foto: NotYourStandard

 

13 thoughts on “Blogger Life: le critiche sono una cosa bellissima

  1. Io, spinta dalla mia piccola passione per le scarpe, girovagando su internet ho trovato il tuo blog. Non ne ho mai seguito uno, non sono mai stata attratta da questo mondo (forse chissà più avanti) ma è stata la persona dietro Shoeplay che mi ha spinta a rimanere e a leggere anche ciò che non fosse di mio principale interesse. Un blog, una pagina Facebook o un’altro strumento social non hanno motivo di esistere se rimangono inanimati, se vivono solo sui consensi e non coinvolgo chi si avvicina, anche per puro caso, a te. Qui invece ho trovato una persona che riesce a dare importanza a chi scrive un commento, a chi chiede un parere e anche a chi critica. Alla fine della giostra questi social sono solo uno strumento e ciò che conta è utilizzarli bene e tu, a mio avviso, lo fai.
    Brava Sara.
    Ps. nella vita è impossibile piacere a tutti, bisogna farsene una ragione ;-P

  2. Dopo aver argomentato analiticamente ben 4 aspetti (gestualità,categorie, google e mobile version) relativi alla tua attività principale, internet ha deciso che non era il momento. Il titolo del post mi ha rimandato vagamente ai concetti di ossimoro e paradosso: la tua onestà ha rispedito entrambi nel cassetto.

      1. Ma certo che si!! Il solo dubitarne offende cio’ che sopravvive del mio ego. Mixare linguaggio e metalinguaggio mi è sempre stato divertente. Cmq disquisire dell’operato altrui è sempre insidioso; mi sono permesso solo xkè l’hai chiesto e xkè vorrei e vorrò sempre il meglio per te. Sicchè, l’occasione era propizia per dire che oltre il bene e la stima incondizionata verso il tuo essere, ci potrebbero essere dei dettagli a livello comunicativo che potrebbero rendere il tuo divertente lavoro (sei fortunata, hai fatto di una passione un lavoro che ti piace) più efficace. Invece di occupare troppo spazio, riscrivendoti le due pagine di argomentazione (ormai perse nella rete), potrei dire di considerare ogni commento di senso compiuto e motivato un utile suggerimento e non definirla una ‘critica’. Adoravo i tuoi contest scarpiferi, parteciperei ad un sondaggio sul tema ‘cosa aggiungeresti ad un blog così competente, simpatico e ben scritto da una blogger bella ed affascinante come me?’ Buon viaggio e tanta felicità.

        1. Ma io chiedo sempre cosa aggiungere, solo che lo faccio su Facebook e non qui perché lì c’è una partecipazione diretta, più immediata e attiva.
          Con il termine “critica” intendo qualsiasi commento che vada oltre il “bel post”, non mi riferisco necessariamente agli insulti, che comunque hanno la loro utilità!

          La prossima volta scrivi una nota e incollala nei commenti, Internet è insidioso e ti abbandona sempre nel momento del bisogno!! La faccenda dei contest è controversa perché erano divertenti ma dovrei farli senza premi perché in teoria non si potrebbero fare; poi li fanno tutti, ma io non sono tutti e comunque credo che non ci sarebbe la partecipazione dei vecchi tempi, ormai con i social le cose sono un po’ cambiate. Ma tu cosa aggiungeresti ad un blog così? Illuminami, non posso pensare a tutto da sola 😛

  3. Il tuo, Sara, è più che un blog. Molto di più. Se si dovesse fare una media qualitativa dei blog esistenti, intendo quelli di moda e di “cosa femminili, forse alcuni non avrebbero nemmeno i numeri per essere catalogati come blog. Oppure, se quelli lo sono, il tuo è un superblog. Sono sempre sincera e diretta nei miei giudizi, anche quando, ahimé, sono l’unica magari ad andare controcorrente e posso anche apparire antipatica, quindi puoi star certa che la mia non è una sviolinata, ma esattamente ciò che penso.
    Inutile sottolineare che ho letto con attenzione questo tuo post e che sono interamente d’accordo, al cento per cento, sulle tue osservazioni. Le critiche e il dissenso sono un valore aggiunto di questo blog, curato da una persona preparatissima in materia, la cui passione e il cui impegno sono fondamentali per la creazione di un angolo del web altamente qualificato. Anche se non ho tantissimo tempo disponibile intervengo anche in altri blog (è una mia grave lacuna non averne uno personale, ma se lo avessi non avrei il tempo per curarlo) e ti posso assicurare – ma lo avrai notato anche tu – che raramente le followers manifestano critiche su ciò che viene presentato e/o proposto. Il 99% degli interventi si materializza in un consenso, che non so quanto sia, almeno in parte, sincero. A parte questo, c’è da rilevare, e non è un elemento meno importante, anzi, va detto che nella maggior parte dei blog non esiste un contatto diretto, un dialogo, un botta e risposta, tra blogger e followers. A volte commento, ma la blogger non risponde. Ora nessuno pretende che in un blog che registra 70-80 interventi al giorno (o per argomento) la blogger abbia il dovere di replicare ad ogni intervento, però in alcuni casi gli interventi sono formulati in maniera tale da richiedere, se possibile, una risposta, o perché contenenti una domanda diretta o perché aventi un tema o un’osservazione che richiede un chiarimento o un approfondimento. Spessissimo c’è il silenzio più assoluto, i quesiti il più delle volte restano lettera morta. Nel blog di Shoeplay ciò non avviene. Magari Sara non ha 80 interventi al giorno, però ha sempre la sensibilità e il buon gusto di rispondere a quegli interventi che lo richiedono. Talora in maniera concisa, ed è più che sufficiente, altre volte entrando nel cuore dell’argomento, approfondendolo, sviscerandolo, fornendo preziosissimi consigli, suggerimenti, osservazioni, contributi. Il tono è sempre estremamente confidenziale, ma mai sdolcinato. E questo, aggiunto all’indiscutibile preparazione della blogger sugli argomenti proposti, sono elementi che fanno la differenza.
    E’ motivo di orgoglio e di soddisfazione il sapere apprendere che la blogger tiene in massima considerazione le opinioni di chi interviene (“Sapere che quello che pubblico non vi piace mi serve per capire cosa volete leggere”) ed è un onore per me, ma credo per tutte, entrare è quella che Sara dice “è casa mia ma è aperta a tutti”. Orgoglio e soddisfazione, dicevo, anche per la convinzione di poter interagire in maniera concreta con chi gestisce il blog.
    Brava Sara, avrei altre mille cose da aggiungere per esprimere il mio massimo gradimento per il tuo superblog e per il tuo modus operandi, ma un po’ non voglio correre il rischio di annoiare, un po’ mi tengo gli spunti e le riflessioni per questi positivi giudizi nei tuoi confronti per le prossime occasioni.
    Mi permetto di estendere gli applausi e il consenso ad un altro blog sullo stesso argomento, “Shopping Bag” gestito da Cristina, sperando di invogliarla a trovare di nuovo un po’ di tempo per rilanciarlo e per presentarci nuovi modelli con la stessa frequenza con cui l’ha sempre fatto.
    Baci baci baci

    1. Grazie come sempre, i tuoi commenti non sono mai scontati! Nessun rischio di annoiare, anzi, è un piacere leggerti; interagire con voi è veramente la cosa più bella, il resto viene dopo e per come sono fatta non capisco come per altri possa essere diverso! Ma alla fine siamo tutti diversi, quindi ci sta; per avere 80/100 commenti mi basterebbe lasciarne altrettanti in giro, esistono gruppi apposta su Facebook, ma preferisco investire lo stesso tempo per rispondere alle mail/girare video/scrivere qui, etc etc. Voglio arricchire di contenuti il mio spazio prima di pensare a quello degli altri, in sostanza!

      Dobbiamo costringere Cristina ad aggiornare più spesso, io glielo dico sempre ma non mi ascolta più come una volta, ahahah 😛

  4. Mia cara Sara, per caso mi hai letto nella mente?
    Oggi parlavo con il mio compagno proprio di questa cosa. Anche io penso che i commenti devono essere più costruttivi, di poter dar modo di confrontarsi anche se la pensiamo in maniera diversa. Ma soprattutto devono essere commenti. Se no a questo punto proporrei di lasciare il link e basta senza nemmeno dover scrivere una frase banalissima come “bella” etc…che senso ha???
    Chissà se un giorno cambierà qualcosa…io lo spero sempre di più.
    Un forte abbraccio,
    Eni

    Eniwhere Fashion
    Eniwhere Fashion Facebook

    1. c’è anche chi incolla lo stesso messaggio sotto tutti i blog, senza leggere il post, poi ci credo che ne ha centinaia in cambio, è una macchina da guerra 😛
      Noi siamo “vecchio stile”, nel nostro piccolo stiamo già cambiando qualcosa!!

  5. Buongiorno gente!! Tanto per fare una cosa nuova sono in partenza, risponderò a tutti come si deve appena possibile, ora sono impegnata a combattere per la mia vita in metropolitana! 😛 Se in treno riesco a trovare pace passo e vi rispondo, altrimenti stasera da pc!! Buona giornata a tutti!

  6. Innanzitutto, ringrazio di cuore Scoiattolina per l’apprezzamento al mio blog, dove ormai rotolano enormi balle di erba secca: mi scuso per non averlo più aggiornato, ci proverò appena avrò un po’ di tempo da dedicargli.
    Venendo all’argomento del post, io sono sempre stata per le critiche costruttive, educate e magari argomentate, e non per gli insulti gratuiti di troll anonimi, che non solo non meritano risposta, ma neanche il minimo spazio, per questo “Shopping Bag” è moderato.
    Riguardo i commenti lasciati solo per riceverne, io rispondo sempre a tutti, anche a chi scrive solo: “Che belle scarpe, passa da me!”. Rispondo, ma non ci passo dal suo blog, perché all’autore/trice di questi sintetici commenti non interessa il mio parere, solo avere un commento in più, per cui con me fanno uno sforzo inutile: sono per i commenti pochi ma ragionati.
    Commenti acidi a post sponsorizzati: sono d’accordo con te, anche i commenti negativi hanno il loro valore, servono al marchio (e al blogger) a migliorare. Purché dietro non ci sia un troll.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.