Sandali vegani Mink Shoes

Sandali vegani || Non fatevi ingannare dal nome, perché le scarpe del brand Mink Shoes non sono realizzate in visone, anzi, sono completamente vegane; non capita spesso di trovare calzature 100% cruelty free, e quando capita sono modelli che non indosserebbe nemmeno una fanciulla Amish. I sandali Mink Shoes invece sono tutti molti carini e colorati, oltre che realizzati in Italia, incredibile vero?

Il mio preferito è quello che vi mostro oggi, si chiama Blowfish (in azienda si divertono a giocare con i nomi!) e ha un’allure vagamente vintage che mi ha subito conquistata:

Sandali vegani

La tomaia multicolor effetto sorbetto è dotata di un platform in legno piuttosto vistoso che secondo me si bilancia alla perfezione con la parte posteriore del sandalo; il cinturino alla caviglia alleggerisce infatti l’intera silhouette, mentre il tacco altissimo allunga la gamba e rende il plateau meno eccessivo.

Di solito boccio senza pietà i rialzi che superano i 2 cm, ma stavolta non lo farò, perché credo che su un sandalo ispirato alla moda anni ’70 sia un dettaglio fondamentale, che non può mancare. Tra l’altro non sono nemmeno una grande amante dei tacchi in legno, eppure  su questi sandali vegani mi piacciono, voi cosa ne pensate?

Off Topic: ma voi sapevate che nella favola originale che ha poi ispirato la versione di Perrault la scarpetta di Cenerentola non era in cristallo, ma in pelliccia di roditore?! Quando l’ho scoperto ho iniziato a vedere la nostra eroina preferita sotto una veste un po’ meno stilosa!

9 thoughts on “Sandali vegani Mink Shoes

  1. Troppo belli!!!

    Anche io non amo il plateau (anche se indubbiamente è una bella comodità, soprattutto per chi, come me, non è tanto abituata a portare i tacchi alti), ma su questo tipo di modello ci sta tutto!

    Ma quello che mi ha fatto innamorare sono i colori, li adoro!!! 😀

    Baci!

    S
    http://s-fashion-avenue.blogspot.it/

  2. Sono notoriamente refrattaria ai plateau (ok fino a un cm, bocciatura di solito per quelli che si spingono oltre) , ma stavolta hanno il mio salvacondotto. Su un sandalo in legno – in pratica uno zoccolo – ci sta anche quello spessore. La tomaia è molto carina, sia nella forma che nei colori, il particolare che si poteva evitare è il cinturino alla caviglia. Io ho l’impressione che non alleggerisca ma appesantisca, però bisognerebbe vedere questo sandalo indossato. Io ho usato, in passato, modelli simili a questo. Al mare, in genere, molto molto raramente in città.  Voto: 7+. 

  3. Ebbene sì, nella versione pre-Perrault della favola le scarpe erano rivestite di pelliccia, che io però sapevo essere di ermellino. Nella versione dei Grimm invece le scarpe erano d'oro, un po' pesantine… Perrault l'ha fatta diventare di vetro perché nel rielaborare la favola ha fatto confusione tra due nomi francesi dallo stesso suono, uno significava appunto pelliccia e l'altro vetro. Meglio così, no? ^_^

    Venendo al sandalo, molto carino, ma soprattutto molto estivo, se poi è cruelty free ancora meglio!

    1. "Mustelidi" è la parola che oggi non mi veniva, ahahahah!! Ho confuso mustelidi con roditori, enigma risolto, anche se continuo ad avere il cervello in perenne buffering!

  4. Non so se mi ha traumatizzata di più la scarpa o la notizia che la scarpetta di Cenerentola era di pelo di roditore…perché vorrebbe dire che la fata turchina che faceva ballare i topi, li ha scuoiati per farle le scarpe…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.