Chiara Ferragni si ispira a Jimmy Choo. Di nuovo.

Non voglio entrare nel merito della discussione sul talento di Chiara Ferragni come esperta di moda, ma sono pronta per avventarmi sulla sua collezione di scarpe. Sono in attesa di sapere da un’amica come sono queste chiacchieratissime calzature a livello di vestibilità e qualità, siccome non le ho mai provate per adesso mi limiterò a parlare di design.

Qualche giorno fa la blogger ha mostrato ai suoi lettori un modello di sneakers glitter create per il prossimo inverno, eccole qui:

scarpe chiara ferragni

 

 

Non sono un’amante delle scarpe sportive  ma apprezzo l’idea di renderle più trendy  grazie ad una pioggia di micro brillantini riflettenti; niente di innovativo, scarpe simili esistono da anni e sono state  presentate anche da brand come Louboutin e MiuMiu,  peccato che la scarpa “creata” da Chiara Ferragni sia quasi identica al modello Tokyo di Jimmy Choo:

ferragni copia jimmy choo

Un po’ troppo sfacciata questa ispirazione, non trovate? La notizia non ha sconvolto quasi nessuno per un motivo: non è la prima volta che nelle collezioni di scarpe Chiara Ferragni appare un modello che ne ricorda uno più celebre, più rifinito, ma soprattutto già visto.

In principio fu la decolletè con tacco a sfumatura rubato in casa Casadei, poi sono arrivati i sandali mesh quasi identici ad un modello Jimmy Choo, nell’attuale collezione A/I c’è una mary jane blu troppo simile ad un sandalo Sergio Rossi:  tutto questo avrà mai fine?

La designer Chiara Ferragni si vanta di essere un’amante della moda, del lusso e delle calzature di qualità, è possibile che non ricordi di aver già visto da qualche parte questi modelli? O forse crede che le sue “followers” siano troppo ammaliate dal suo personaggio per notare l’ennesima presa in giro? Credete davvero che l’imitazione sia la più alta forma di stima? Sarei curiosa di sapere cosa ne pensano i designer sopra citati!

 

 

 

 

12 thoughts on “Chiara Ferragni si ispira a Jimmy Choo. Di nuovo.

  1. Ed il bello è che ci sono VERI giovani designers che per entrare nel mondo della moda e avere la possibilità di esporre le loro creazioni e, perché no, magari anche commercializzarle, devono fare anni anni e anni di gavetta. Ma loro creano qualcosa di NUOVO, hanno una certificazione che attesta le loro qualità in merito.

    Lei, come al solito, cavalca l’onda del paraculato medio di turno.
    Soldi = ampie possibilità di carriera.

    E’ anche per questo che sento la necessità di espatriare.

  2. Purtroppo amare la moda non significa essere automaticamente un talento nel disegnarla. I talenti veri sono pochissimi a fronte della massa di fashion addicted e Chiara, mi spiace per lei, fa parte della massa adorante, non del ristretto cerchio dei talenti, prova ne è che non è capace di concepire una calzatura senza ispirarsi a designer famosi. E adesso ci ritroviamo l’ennesima incapace sulla cresta dell’onda senza alcun merito. Viva l’Italia.

  3. Che poi… Brutte o belle copie le vediamo tutti i giorni da Zara, Topshop e una marea di altri negozi non tutti necessariamente low cost.
    Senza l’abbinamento prezzo stratosferico o la pretesa di venderle in quanto pezzi di alto design calzaturiero.
    Ammettesse almeno di ispirarsi ai grandi marchi… Ma tant’è…

  4. Schifo. Penso solo allo schifo che c’è dietro, al povero tizio che le ha disegnate e a lei che non si vergogna di copiare. Almeno che lo ammetta.

    ..mi scuso per l’irruenza..

  5. Sono una coetanea di chiara ferragni e ho avuto la sfortuna di vederla in azione ai tempi del liceo: truccata come un panda, vestita come una tamarra di paese arricchita, in giro per corso como come se “ce l’avesse solo lei” insieme al fidanzato di turno, postando foto mezza nuda e in atteggiamenti intimi o non su un allora famoso social network 2.0. Capirete la mia sorpresa quando la vidi a studio aperto presentata come “esperta di moda”. Il bello è che crede che le sue collezioni siano pure di lusso, quando in realtà non si distingue molto da ciò che fanno milioni di cinesi. Io spero che questa cometa (se così si può definire) sparisca presto dal cielo. Per chi la conosce leggermente più a fondo sa che non si merita nulla di quello che ha, e se è arrivata ad avere una certa popolarità è solo grazie ai soldi del papino dentista che le ha sempre permesso di pagarsi tutto, dai tarocchi alle borse di marca, e grazie a mammainfinita che ha alimentato il suo malato egocentrismo fin dalla nascita.

  6. Quando si dice “avere le possibilità, ma non il cervello!” … comunque tendenzialmente non amo parlare di questi fantomatici designer, non meritano il minimo di considerazione! Quello che non capisco è perché, in casi così evidenti di “ispirazione”, Casadei & C. non facciano nulla per difendere le loro creazioni!

  7. Laim, forse è perchè gli stilisti non si sentono minimamente minacciati da questa fantomatica designer (sempre che sappiano della sua esistenza)

  8. I designer non si muovono nemmeno contro le imitazioni sfacciate, forse non creano danni alle varie aziende, o forse lo fanno e non se ne parla, io al loro posto mi muoverei, anche solo per principio.

  9. A me quello che stupisce, forse più dello scopiazzamento senza pudore, è che sta tizia sia arrivata ormai a quante, 4, 5 collezioni ‘disegnate’ da lei? Evitando con cura ogni notizia che la riguardi, ero rimasta al primo exploit, quello delle scarpe coi tacchi intinti nel fango, e, considerati anche i prezzi ridicolmente alti, pensavo che ci avrebbe pensato la legge di mercato a toglierle le ambizioni di shoes designer…e invece, se la cosa va avanti, dobbiamo dedurre che c’è qualcuno (soggetti su cui sarebbe interessante fare uno studio antropologico) disposto a comprare certe ciofeche, rendendo produttivo l’investimento di chi ha finanziato il progetto…a meno che non ci sia dietro un pigmalione disposto a lavorare in perdita costante. Mi sembrano inverosimili entrambe le ipotesi O.o
    M1 (per distinguermi dall’omonima di sopra 🙂 )

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