Brian Atwood Resort 2015

Il Natale è passato, l’anno sta finendo, qui nel blog nevica e noi oggi parliamo della collezione Brian Atwood Resort, vi va? Mentre vi scrivo sono praticamente abbracciata al termosifone, quindi l’illusione funziona alla grande.

Iniziamo quindi con le scarpe di Brian Atwood, designer che per me è il re assoluto del colore: la sua collezioni Resort 2015 è un tripudio di tonalità accese e vibranti, intense e divertenti. Non mi ha stupita scoprire che accanto ai sandali con maxi plateau, dedicati allo spirito hippie anni ’70, si trovano anche kitten heels e silhouette leggere e pulite, prive di rialzi ed eccessi. I miei modelli preferiti sono quelli in cui il color block è protagonista assoluto, come Iara, Iosy e Tamy, ma ho apprezzato anche i giochi di colore geometrici che decorano Matisse.

Nella collezione Brian Atwood Resort il suede e il satin sono abbinati a pelle di rettile stampato e dettagli in mesh, il risultato per quanto eccentrico risulta portabile e ben equilibrato. Voi cosa ne pensate? Ecco qui le immagini del lookbook ufficiale.

Iara e Tamy:

Brian Atwood Resort

Irya:

Irya

Karin:

Karen atwood resort 2015

Karin Strass:

karin strass

Iosy:

iosy

Tamy:

lookbook-ba-rs-15-02

Janne e Jael:

janne jael

Lisette:

lisette brian atwood resort 2015

Madison, Iara e Mercury:

Madison Iara Mercury

Melba:

Melba Atood

Sonya:

Sonya Resort Atwood 2015

Simi:

lookbook-ba-rs-15-01

Tribeca:

Tribeca

15 thoughts on “Brian Atwood Resort 2015

  1. Temo che Atwood non rinuncerebbe ai suoi zepponi nemmeno sotto minaccia di dar fuoco alle sue creazioni, ahahahaha!
    Comunque, questa collezione contiene dei modelli molto carini, soprattutto grazie al colorblock.
    Iara per esempio mi piace molto, Tamy anche non è male, forse troppo semplice.
    Irya la vedo ogni tanto su Instagram, è bella, mi attira, ma non la comprerei: è troppa (e fa tanto Zanotti).
    Sulla zeppona pelosa di Karin Multi invece ho appena praticato un esorcismo. Idem per Karin Strass.
    Molto meglio invece Iosy: mi attira molto, ma non mi fa impazzire il tacco grosso.
    Di Tamy e Lisette non mi piace per niente il tacco.
    Janne e Jael: bon ton per passeggiare in tutta comodità.
    Madison, Iara e Mercury: croce sopra sulla prima, ni sulle altre due.
    Melba… boh.
    Sonya: adorabile, questa la vorrei! Mentre Simi… dovrei vederla frontalmente, ma penso sia un no.
    Tribeca neanche la commento.

    Qualcosa mi piacerebbe, qualcosa per niente, alti e bassi insomma, com’è ormai tipico di Atwood che passa sempre da un estremo all’altro.

    1. Il fatto di passare da un estremo all’altro per me è positivo, abbraccia i gusti di più persone, che poi è quello che in teoria dovrebbero fare tutti i designer; che ci piaccia o no c’è chi ama i modelli come Karin e Tribeca, che tra l’altro non mi sembra così tremendo! Ha un platform vistoso ma si è visto di peggio, le forme sono ben bilanciate, il cinturino sul collo del piede alleggerisce la pesantezza frontale; magari avrei evitato il maculato, ma con l’abito giusto e sulla donna giusta secondo me hanno senso (esempio: Eva Longoria fasciata in un wrap dress nude, per dirne una su un milione)!

      1. Mi sa che dovevo spiegarmi meglio, quando ho scritto che Atwood passa da un estremo all’altro. Intendevo che a differenza di altri stilisti noti, la mia impressione è che lui non abbia uno stile peculiare che mi fa dire: lo riconosco, è Atwood! È come se lui stesse continuamente sperimentando più in cerca di un suo stile unico, che per proporre qualcosa di davvero innovativo. Se non conoscessi i suoi modelli più famosi, non saprei dire di impulso a chi appartengono. La prima volta che ho visto Irya ho pensato per l’appunto che fosse un modello di Zanotti, tanto per dire. Se invece vedo un sandalo o una deco con la zeppona esagerata, mi viene da pensare ad Atwood e non sono sicura che sia positivo… quindi ovvio che fa benissimo a proporre anche modelli più portabili o comunque che accontentino più o meno tutti i gusti, ma non riesco a vedere dietro il suo lavoro uno stile inconfondibile, ecco perché resto un po’ perplessa, ma alla fine l’importante che è i suoi modelli piacciano e lui abbia successo, cosa che gli auguro di tutto cuore perché comunque lo adoro.

  2. Da un estremo all’altro. Alcuni modelli sono eleganti, altri sono inguardabili. Complimenti per le creazioni più belle, ma mi chiedo dove mai possa arrivare il cattivo gusto dei designer. Chi di voi metterebbe Karin Multi e Tribeca? Alcuni sandali sono orribili non solo nella forma (sono proprio necessari questi megaplatform?) ma anche nell’abbinamento cromatico. Iara, ad esempio, ha una linea bellissima, ma ha dei coloracci. Jael, Tamy e Iria sono i modelli che preferisco di questa collezione, ma con un po’ di buona volontà e qualche corso accelerato Cepu di buon gusto questo Brian Atwood potrebbe fare molto meglio.-

      1. Sai che per i miei giudizi uso sempre espressioni un po’ … colorite ed esagerate. Lungi di me, però, l’intenzione di offendere qualcuno, tanto meno persone amabili come te. Se dovessi averlo fatto, chiedo vivamente scusa. Approfitto per farti tanti cari auguri di felicissimo 2015. Baci.

  3. Ma che bellissime queste scarpe sia nel designer che nei colori molto accesi ed originali. Io mi sono innamorata del tronchetto Irya e che chic le deco gioiello Janne. Complimenti mi fanno sempre innamorare le tue proposte! Baci Elisabetta

  4. a me piace praticamente tutta questa collezione, bellissimo il gioco di colori ed i colori scelti, non sono un’amante del platform ma se abbinate bene fanno la loro figura, le tribeca mi piacciono e non le trovo cosi pesanti, le karim con strass mi piacciono meno, le mie preferite le Tamy fucsia e le Lisette.
    I LOVE SHOPPING

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