Tacchi scultura e qualità italiana per le scarpe della collezione Autunno/Inverno 2016/2016 di Luisa Tratzi

Oggi vi presento le scarpe della designer Luisa Tratzi, ma prima di farlo voglio raccontarvi una storia. Conoscete Philippe Petit? E’ il funambolo che nel 1974 ha camminato su un filo appeso tra le Torri Gemelle di New York per ben quarantacinque minuti senza cavi di sicurezza e senza protezione, solo con il suo cavo d’acciaio. Venerdì sera ho guardato il film “The Walk”, che racconta questa sua incredibile avventura concentrandosi anche sulla meticolosa preparazione del suo ”colpo”, ovviamente illegale, e mi ha davvero colpita: la sua arte può sembrare folle ma per capirla basta immedesimarsi in lui, visualizzando il terrore che si dissipa lasciando spazio alla libertà, il senso di vertigine che diventa adrenalina e concentrazione, l’ignoto che si trasforma in arte e creatività nello suo stato più puro. E siamo anche noi sul nostro filo, pronti a condividere con il mondo la nostra arte, qualunque essa sia: offrirsi al prossimo è un regalo, sta poi agli altri imparare a capirlo e ad apprezzarlo, il compito dell’artista è solo rendere visibile l’ispirazione anche agli occhi di chi da solo non potrebbe vederla.

Con la testa ancora sospesa su quel filo d’acciaio sabato mattina sono arrivata a Milano per poter conoscere Luisa Tratzi e la sua arte, presentata sotto forma di scarpe di puro design e tradizione italiana.

Ad accogliermi la colorata collezione P/E 2016 composta da sandali a tacco alto verde acqua che mi hanno riportata con la mente ai Caraibi, accompagnati da delicati tocchi di rosa cipria e dettagli platino.
A colpirmi immediatamente è stata la qualità dei pellami rigorosamente italiani e lavorati in Italia, compagni perfetti dello stile originale di Luisa Tratzi, davvero unico nel suo genere: ad ispirare le sue scarpe il mondo dell’architettura, che si riflette sui tacchi scultura che sembrano inneggiare a strutture di ben altro genere.

luisa tratzi primavera estate 2016

sandali verde acqua 2016

scarpe rosa cipria 2016

luisa tratzi shoes 2016

scarpe serenity blue 2016

sandali luisa tratzi 2016

Provare le scarpe mi ha dato la possibilità di verificare in prima persona quanto siano leggere e perfettamente bilanciate nonostante l’apparenza eccentrica: la décolleté con tacco/zeppa aperto è avvolgente e stabile, pensavo che il peso della struttura posteriore potesse compromettere la calzata ma mi sono ricreduta appena ho infilato i piedi nella versione creata per la stagione A/I 2016/2017, realizzata in morbida pelle viola scuro con inserti in PVC.

Se la collezione estiva sembra un omaggio ai colori del cielo e del mare quella creata per la prossima stagione Autunno/Inverno 2016/2017 è invece dedicata al Sud America: mi emoziona sempre trovare anime affini che vivono l’idea di “viaggio” come faccio io, come un’occasione per far proprie culture diverse portando via dettagli e momenti che poi entrano a far parte della nostra quotidianità grazie all’arte.

Nella collezione A/I 2016/2016 non mancano i modelli iconici di Luisa Tratzi, dagli ankle boots con incrocio di listini aperti sul collo del piede alle décolleté con tacco scultura, fino ad arrivare ad una serie di pumps con una fitta trama di lacci, declinate in diverse tonalità tra cui la mia preferita, il lampone!

scarpe tendenza autunno invero 2016 2017

scarpe luisa tratzi 2016 2017

decollete autunno inverno 2016 2017

ankle boots 2016 2017 luisa tratzi

tacco scultura luisa tratzi

scarpe blu elettrico 2016 2017

Amo i colori ma la mia passione per il nero mi ha fatto apprezzare anche la parte di collezione dedicata al black&white, in cui spiccano le décolleté con scollo a cuore in vernice ed inserti in tessuto stampa pied de poule, i sandali sensuali con listino anteriore in PVC e le calzature in pelle effetto bagnato, che da lontano crea un divertente trompe l’oeil che le fa sembrare ricoperte di minuscoli strass tono su tono. Deliziosi anche i sandali piatti in tessuto a mini pois bianchi, non mi dispiacerebbe portarli in vacanza con me nei prossimi mesi, sono comodi ed originali, oltre che molto chic. La stessa fantasia è stata utilizzata anche per le ballerine a punta con inserto a V in PVC proprio sull’attaccatura delle dita.

scarpe inserto piede de puole 2016 2017

decollete vernice nera 2016 2017

sandali bianchi tacco alto

luisa tratzi 2016 2017

luisa tratzi shoes

sandali pvc 2016

scarpe pois luisa tratzi

La cura dei dettagli che ho notato in tutte le scarpe di Luisa Tratzi mi ha stupita positivamente, i pellami sono davvero soffici come il burro, le zip montate sugli stivaletti sono state scelte dopo diverse ricerche e riportano il simbolo del marchio, ed il design è unico nel suo genere, forse troppo eccentrico per molti, ma assolutamente geniale per me.

dettaglio tacco01

Avere la possibilità di poter scoprire una collezione direttamente dalle parole di chi l’ha creata è uno dei doni che questa vita da blogger mi ha fatto, in quei minuti con Luisa mi è sembrato di capire che lei, come me, preferisce esprimersi attraverso la sua arte piuttosto che con le parole e per me è più o meno la stessa cosa; io uso le parole ma per scrivere, per raccontarvi quello che riesco a sentire intorno a me.

“Sarebbe bello ricordare alle persone, partendo dai bambini nelle scuole, che se vogliono godersi la vita devono renderla così come la desiderano, inventando il proprio destino ogni giorno.” (Philippe Petit)

luisa tratzi

scarpe rosso lampone Autunno Inverno 2017

luisa tratzi autunno inverno 2016 2017

In total black con Luisa Tratzi, le scarpe che ho indossato per la foto sono splendide e molto morbide, adorabili anche i suoi tronchetti neri… suoi in tutti i sensi!

4 thoughts on “Tacchi scultura e qualità italiana per le scarpe della collezione Autunno/Inverno 2016/2016 di Luisa Tratzi

  1. Alcuni modelli sono veramente carini ed interessanti. Non per il tipo di tacco, però. Ma per il loro design globale. Sarebbero belli anche con un tacco normale, classico. Visti in foto sembrano di materiali eccellenti. Meritano molta attenzione i sandali, soprattutto i primi tre e quelli delle foto n° 6, 15 e 17. La linea delle deco non mi piace. Soprattutto la n° 5, che trovo veramente pesante. Salvo soltanto la n° 8. Non male anche i tronchetti dell’ultima foto.

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