Scarpe sobrie? Nella prossima vita!

Ma anche “scarpe sobrie mai”, però mi sembrava eccessivo cominciare a pianificare anche la mia prossima vita, quindi mi sono concentrata su questa.
Se dovessi scegliere un’unica frase per descrivere la mia collezione di scarpe e il mio criterio di scelta sarebbe questa, perché di scarpe sobrie ne ho davvero poche!
Non è stata una decisione razionale, ma un evento spontaneo a cui devo tutta la mia scarpiera, piena zeppa di modelli folli, affascinanti, eccentrici e soprattutto insoliti.
In ogni manuale di eleganza femminile si fa sempre riferimento ai pezzi must have del guardaroba di una donna, e tra questi le décolleté nere occupano un posto in primo piano, perché si abbinano a tutto, sono perfette in tutte le occasioni e con loro ai piedi è impossibile sbagliare look. Sì però che noia!
In questo momento la mia scarpiera conta 0 paia di scarpe sobrie, semplici e discrete; il motivo è semplice, io non voglio essere sobria, semplice e discreta. Perché non lo sono e voglio che il mio stile lo rispecchi.
Sono quella che fa battute inappropriate, quella che ride troppo forte e che dice quello che pensa, nel bene e nel male: sono tutto, tranne che una decollete nera. Mi vedo bene come pump animalier magari, ma nera semplice no, proprio no.

Crespi K6

Sì, so bene di avere nella scarpiera le Blade Casadei, le Sergio Rossi con tacco in metallo e decorazione maculata e chissà quante altre calzature nere, ma non sono semplici, non sono “adatte a qualsiasi look” e soprattutto non sono scarpe sobrie! All’apparenza lo sono, ma basta guardarle per capire che di discreto c’è ben poco.
E’ più forte di me, dopo anni di collezionismo senza senso oggi posso dirti che mi piacciono i modelli che comunicano qualcosa, che si fanno notare e che si fanno ricordare, e niente è più dimenticabile dell’elegantissima e noiosa décolleté nera.
Utile, per carità, ma non indispensabile per me e per il mio stile, che non è altro che il riflesso di quella che sono.
Le scarpe che scelgo di pubblicare qui, e ovviamente anche quelle che compro e indosso, sono una rappresentazione dell’arte, della bellezza, dello stile e della creatività, di chi le ha ideate e poi di chi le ha scelte: non sono semplici oggetti ma storie da indossare, e chi mai vorrebbe farsi rappresentare da qualcosa di scialbo e noioso?
Amo i brand di lusso perché lavorano per anni ricercando materiali e design innovativi, ma provo un affetto smisurato anche per gli artigiani e per le piccole realtà che provano a sopravvivere rimanendo fedeli al loro stile, lavorando con passione e creatività a scarpe tanto belle quanto insolite, eccentriche.

Il mio motto è e sarà questo, “scarpe sobrie nella prossima vita”, perché forse avrò la sfortuna di nascere uomo, e ci sarà ben poco da ridere.
Ma questa vita voglio viverla con un pizzico di follia, quindi ho deciso di dire no alle scarpe sobrie, siano esse ballerine, decollete, sneakers e sandali: per essere noiosa c’è sempre tempo e quel tempo non è adesso.

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