Scarpe di qualità – Made in Italy – Scarpe artigianali: tutta la verità!

“Italians do it better”, “gli italiani lo fanno meglio”, lo diceva Madonna in riferimento alle arti amatorie dei nostri connazionali, ma dato che la star ha sempre rimarcato un legame tra le scarpe di qualità e l’erotismo (“le scarpe di Manolo sono meglio del sesso”, è solo un’altra delle sue perle di saggezza), direi che possiamo sfruttare la frase a nostro vantaggio.

Perché qui non si tratta di dover sponsorizzare quello che è italiano per partito preso, ma di mettere in salvo una tradizione importante, che al momento non ha eguali nel mondo.

Spagna, Turchia, Grecia e Portogallo sono solo alcuni dei paesi più ferrati nella realizzazione di scarpe di qualità, ma a mio avviso in questo momento storico non c’è gara con il Made in Italy autentico. Le ho toccate, pesate, comprate, calzate, senza pregiudizi e con la mente aperta, e ti confermo che il vero Made in Italy non  ha eguali.

E che sta collassando sotto una fitta coltre di materiali tossici, inquinanti e scadenti.

Non è un periodo florido per le realtà artigianali italiane, ed è per questo che ho deciso di mettere nero su bianco cosa significa comprare scarpe di qualità Made in Italy, senza demonizzare nessuna realtà differente.

Come sempre, voglio darti i mezzi che ti consentiranno di fare scelte consapevoli anche nei momenti di relax, perché parliamo pur sempre di shopping e di moda: ma oggi più che mai è un dovere civile non voltare la testa dall’altra parte, e conoscere esattamente cosa stiamo pagando con i nostri soldi, quale mondo stiamo distruggendo con decisioni spesso fatte senza pensare.

Spero che questo post ti aiuti a pensare prima di comprare, nulla più di questo.

scarpe di qualità

 

Decollete artigianale Aurora

Scarpe di qualità Made in Italy, che vuol dire?

Spesso si parla di “qualità Made in Italy”, come se ci fosse un manuale con delle regole qualitative da rispettare per ottenere il prezioso bollino.

Non è così.

La dicitura Made in Italy si applica indistintamente sia ai prodotti lavorati sul territorio nazionale, che a prodotti che sono stati sottoposti ad una lavorazione sostanziale in Italia.

Codice Doganale dell’Unione (CDU)- Regolamento (UE) n. 952/2013 Regolamento Delegato UE n. 2446/2015 Regolamento di Esecuzione UE n. 2447/2015 Regolamento Delegato UE n. 341/2016

Il marchio d’origine “Made in Italy” può essere apposto sui prodotti per i quali, ai fini doganali, si deve indicare l’origine italiana Art. 60 CDU

1) Le merci interamente prodotte in un unico paese sono considerate originarie di tale paese o territorio.

2) Le merci alla cui produzione hanno contribuito due o più paesi o territori sono considerate originarie del paese o territorio in cui hanno subito l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale ed economicamente giustificata, effettuata presso un’impresa attrezzata a tale scopo, che si sia conclusa con la fabbricazione di un prodotto nuovo o abbia rappresentato una fase importante del processo di fabbricazione.

 

Purtroppo mancano direttive specifiche su cosa si intenda con lavorazione sostanziale: è chiaro che la suddetta lavorazione non può riguardare packaging e imballaggi, ma se una scarpa viene prodotta all’estero da aziende che hanno delocalizzato parte della produzione, e in Italia viene aggiunta una piccola decorazione o cucitura, come per magia quella scarpa avrà l’onore di essere dichiarata Made in Italy.

Inoltre, è consentito parlare di Made in Italy anche se tutte le parti che compongono l’oggetto in questione sono state acquistate all’estero ma l’assemblaggio del tutto è avvenuto in Italia, e se tutte le parti sono state acquistate in Italia ma vengono assemblate all’estero senza però che le stesse subiscano cambiamenti sostanziali.

Se la tomaia e la suola di una scarpa sono state comprate in Cina, separatamente, e vengono assemblate in Italia, la scarpa sarà Made in Italy; se tomaia e suola arrivano dalla Cina già cucite insieme e la scarpa viene completata in Italia, sarà dichiarata Made in China.

Molti brand famosissimi sui nostri social si vantano di vendere scarpe Made in Italy, ma non scrivono mai la composizione dei loro modelli, perché nel 99% dei casi le suole sono in gomma e il rivestimento in materiale sintetico: non c’è niente di male in questa scelta, che consente di mantenere bassi i prezzi, ma perché nasconderlo?

C’è modo di sapere cosa stiamo acquistando? Nelle piccole realtà forse sì, nella grande distribuzione no.

In conclusione quindi, il caos regna, ed è sempre più importante fermarci a guardare anche la composizione delle scarpe, la qualità delle cuciture, il loro peso, e così via.

Esistono anche tante aziende italiane che applicano bandiere tricolori sulle scatole, accompagnate da frasi tipo “brevetto italiano”, “dall’esperienza italiana”, etc: quelle potrebbero non essere aziende che producono scarpe Made in Italy, ma semplicemente aziende italiane.

Se la dicitura Made in Italy non è presente, significa che le scarpe non sono state prodotte in Italia, su questo c’è molta chiarezza.

Ma ricordati sempre che tra Made in Italy e 100% Made in Italy c’è differenza, e questa riguarda soprattutto la scelta dei materiali, gli stipendi dei lavoratori e la qualità generale delle materie prime.

 

Scarpe artigianali 100% Made in Italy, che differenza c’è con il Made in Italy?

Abbiamo appena visto che per dichiarare un prodotto Made in Italy basta davvero poco, e questo fa arrabbiare; e ti farà arrabbiare di più sapere che normative analoghe regolamentano anche il settore alimentare, ma non è questa la sede per approfondire.

Vorrei poter dire che le scarpe artigianali sono sempre 100% Made in Italy, quindi sono realizzate solo con materie prime di origine locale, lavorate in Italia (pelli conciate, suole, tacchi, eventuali inserti come zip, borchie e bottoni, etc.), ma non è sempre così: in linea di massima però i piccoli calzaturifici ancora lavorano in questo modo, scegliendo tra i fornitori della loro zona tutto ciò che serve per dare vita ad una scarpa.

Il 100% Made in Italy è un tesoro che andrebbe protetto e coltivato, perché ti assicuro che non è facile fare una scelta in questo senso quando tutto intorno il resto del mondo punta a massimizzare i profitti senza badare alla qualità del prodotto finito, alla salute dei lavoratori e a quella dell’ambiente, ma la differenza tra i prodotti si nota immediatamente.

E si nota perché dietro alla scelta di un pellame, di una specifica colorazione, di ogni inserto e cucitura, c’è quasi sempre una persona che è cresciuta in questo mondo, che lo conosce e compie scelte ponderate mirando sicuramente anche al guadagno, ma volte anche alla realizzazione di un prodotto finito di qualità, destinato a durare nel tempo.</p>

Tutte le aziende puntano al guadagno, sarebbe stupido dire il contrario, ma è il modo scelto per arrivarci che fa tutta la differenza.

Chi ha sposato il 100% Made in Italy e produce scarpe du qualità lo scrive chiaramente, e spesso combatte in prima linea per rendere più rigidi i criteri di ammissione di un prodotto nella categoria “Made in Italy”, presto ti parlerò di un nuovo brand impegnato in questo senso, iscriviti alla newsletter per saperne di più.

 

Perché le scarpe artigianali a volte non sono così comode?

Per lo stesso motivo per cui a volte la nostra pizza napoletana riesce meglio di quella dei nostri amici, seduti a tavola con noi nella stessa pizzeria.

Fare con le mani significa creare prodotti lievemente difformi uno dall’altro, e questo quando si tratta di scarpe può creare fastidi; spesso per risolverli basta qualche colpetto di martello ben assestato, quando si ha a che fare con la vera pelle risolvere è piuttosto semplice.

Personalmente non ho mai avuto problemi con le scarpe artigianali, ho i piedi estremamente delicati e li ho rovinati anche a causa di acquisti sbagliati, ma nonostante questo con i modelli artigianali mi sono sempre trovata bene.

In linea di massima le scarpe artigianali (chiaramente dipende dai modelli e da eventuali richieste specifiche) sono realizzate in pelle e rivestite in pelle, scelta che gli consente di prendere la forma dei nostri piedi in tempo record. Questo non accade con i modelli rivestiti in finta pelle sintetica, un materiale che difficilmente cede.

Scarpa artigianale è sempre sinonimo di lavoro ben fatto?

No, tutto ciò che non viene fatto da macchine impostate per replicare la stessa “perfezione”, può venir fuori con qualche problema estetico.

In alcuni casi si tratta di difetti solo apparenti, legati proprio alla lavorazione artigianale, in altri di errori che compromettono l’aspetto e l’utilizzo delle scarpe stesse, che quindi non andrebbero messe in vendita.

La serietà di calzaturifici, artigiani e negozi si vede anche in questo: sbagliare è umano, rimediare è doveroso!

In generale però la selezione dei vari pezzi che compongono una scarpa è meticolosa, quindi le scarpe artigianali funzionano meglio di quelle realizzate diversamente, calzano meglio e risultano più confortevoli.

Sono create per essere “un insieme, un equilibrio perfetto” di pezzi, ed è per questo che spesso per fare lo stesso modello di scarpa con un tacco diverso è necessario rifare da capo la forma della scarpa: non si tratta solo di cambiare un tacco, ma di dover correggere ogni dettaglio che rende la calzata corretta, lo sapevi?

Qual è il prezzo giusto per una scarpa di qualità artigianale 100% Made in Italy?

Disquisire di prezzi senza sapere di che modello parliamo, se si tratta di una forma esclusiva su cui ha dovuto lavorare un modellista (persona che verifica la reale “indossabilità” di un modello disegnato), di un numero speciale che necessita di una forma a parte, di un pellame particolarmente costoso, di inserti extra, è impossibile.

Se scrivessi un prezzo solo per uscire dall’imbarazzo non dormire stanotte, e domani mi sveglierei piena di sensi di colpa e di occhiaie.

Il prezzo di una scarpa varia a seconda dei fattori che abbiamo visto prima, infatti i materiali di qualità realizzati in Italia, come pelli, suole, solette, tacchi e decorazioni, hanno ; prezzi più alti rispetto agli stessi materiali realizzati all’estero.

Nel lusso esistono lavorazioni esclusive, come i tessuti mesh con cristalli di Louboutin, i tacch>i Blade e gli scamosciati colorati di Casadei, che sono prodotti solo per questi brand, e che prima di nascere hanno avuto bisogno di anni di test e prove, spesso davvero costose. Aggiungici che parliamo di una nicchia di mercato precisa, quella del lusso, e i prezzi alti sono più che giustificati.

Ma anche nel mondo delle scarpe di qualità più accessibili si possono fare scelte molto diverse, ci sono concerie che dispongono di pellami con colori pazzeschi che hanno prezzi più alti, altre con prezzi medi e una buona qualità, e altri ancora che sono comunque validi, ma meno morbidi al tatto.

E questo vale per ogni singolo componente della scarpa, ecco perché è difficile darti un prezzo.

Aggiungici poi che tutte le parti interessate devono guadagnare dalla vendita, le tasse e tutto ciò che comporta lavorare in Italia, ed ecco svelato il mistero sui prezzi così tanto differenti tra diversi tipi di scarpe.

Dove comprare le scarpe artigianali?

Trovarle è più facile che evitarle, devi solo uscire dall’abitudine e dimenticare centri commerciali e grandi e commerce, optando per siti meno noti e negozi più piccoli.

A realizzare le scarpe di qualità 100% Made in Italy oggi sono spesso piccoli calzaturifici, che non riescono a creare migliaia di modelli a stagione, come invece fa il mondo del fast fashion: questo significa che per loro è più conveniente servire realtà più intime con un volume di vendite ridotto, in cui il prodotto venga valorizzato come merita.

La risposta è quindi nei piccoli negozi, online e offline, e nello shopping che torna ad essere una romantica ricerca di qualcosa di speciale, e smette finalmente di essere una costante gara ad accumulare quanti più capi possibile.

Fai un giro nella tua città, parla con i commercianti, ma soprattutto tocca le scarpe e leggi le etichette, io continuerò a proporti brand nei prossimi mesi, ma spesso si tratta di nomi lontani dal mondo del web, facili da trovare di persona nelle nostre città.

Perché non consigli le scarpe low cost?

Perché mi ci sono rovinata i piedi!

Ovviamente scherzo, per anni ho comprato scarpe ovunque e comunque, e sia qui che nei video parlo spesso di brand low cost, quindi fare la predica non avrebbe senso.

Ma poi ho scoperto il mondo del Made in Italy autentico, e ho sentito le differenze, prima ancora di vederle, e ho deciso che per me la qualità non deve più essere una variabile, ma deve essere una costante.

Mi capita ancora di cedere al low cost, ma lo faccio solo quando il prezzo è davvero conveniente, e solo se non si tratta di scarpe che conto di usare per anni e anni; in quel caso, meglio un piccolo investimento.

Che poi a dirla tutta, le scarpe di qualità non costano poi molto di più di quelle low cost fast fashion, che anzi, iniziano ad avere prezzi oltraggiosi.

Il lato positivo è che dire di no diventerà sempre più facile, sempre senza estremismi e senza impazzire di senso di colpa quando ci capiterà di cadere.

Siamo umani, compiere scelte consapevoli è un nostro dovere, e spero di averti aiutata a capirci qualcosa in più!

In conclusione, preferisco comprare meno e comprare meglio, e mi viene più facile consigliarti di fare lo stesso; se poi mi chiedi consigli sui brand  low cost non mi tiro indietro, ma quando si tratta della mia scarpiera sono diventata piuttosto selettiva.

Anni fa sognavo una cabina armadio enorme, piena di oggetti, ora la sogno enorme, e piena di qualità e di capi che mi rappresentano.

Per rimanere aggiornata sulle mie novità 1sulle scarpe di qualità 00% Made in Italy iscriviti alla mia newsletter, invio una sola mail al mese, ma ne vale la pena.

 

3 thoughts on “Scarpe di qualità – Made in Italy – Scarpe artigianali: tutta la verità!

  1. Hai ragione quando si dice che la qualità si sente! Sempre durante una delle mie “battute di caccia” nei negozietti dell’usato, mi sono provata alcuni stivali alti invernali (incredibile la quantità di cose praticamente nuove che si trovano all’usato, ironicamente)… Beh, non ho preso nulla perché navigo negli stivali, però ho notato fin dal primo sguardo la differenza tra uno stivalazzo Timberland che pur essendo bello resistente si vedeva che non aveva materiali di qualità sconvolgente, e uno stivale di un marchio che non so se sia una firma artigianale o solo un brand mid cost italiano (Bruno Premi)… Però il loro stivale aveva una qualità superiore, un aspetto impeccabile, materiali bellissimi e addosso cadeva come dovrebbe cadere uno stivale, senza pieghe. Secondo me individuare la Qualità è abbastanza facile alla fine, anche chi come me non ci capisce una fava di “vera qualità” riesce lo stesso a riconoscerla, quando se la ritrova davanti e magari ha pure modo di compararla
    p.s. So che devo fare questo disclaimer o verrò fraintesa, non sto dicendo che Timberland o brand simili facciano schifo, io ho un paio dei loro scarponcini e sono adorabili, semplicemente riconosco che non è la qualità migliore che si possa trovare, a quello stesso prezzo! ^^

    1. Ho capito perfettamente il tuo discorso e sono d’accordo con te! Che poi con la vita che facciamo serve tutto, anche la scarpa da battaglia bella resistente come le Timberland che sono perfette per il freddo e per i viaggi in posti un po’ scomodi, quello che conta davvero è capire cosa si sta acquistando e pagando, ed essere sicuri che ne valga davvero la pena.
      Per quanto riguarda l’usato, una settimana fa ero a Milano e ho fatto il mio solito giro da Bivio, sono tornata a casa con un paio di ballerine Paola d’Arcano nuove con la sulla intonsa, e con le classiche ballerine Gucci in pelle nera con morsetto dorato lievemente graffiate in punta, totale 130 Euro: sono stata e sono ancora felicissima di questi acquisti, inaspettati ma bellissimi anche se “usati”!

      1. So che avresti capito il discorso, infatti col disclaimer volevo più che altro evitare che qualche altro commentatore di passaggio mi fraintendesse e la prendesse sul “personale”, purtroppo su internet non si sa mai XD
        Ho visto i tuoi acquisti e sono veramente bellissimi, le ballerine nere poi sono molto chic! Ammetto che le scarpe usate ancora mi lasciano un pochino dubbiosa, perché non so mai come igienizzarle a puntino (mentre già con le borse e le cinture è un pochino più facile, pur essendo anch’esse in pelle), quindi le compro raramente, ma è proprio quando mi capitano gli stivali perfetti mai usati e di qualità a pochissimo che vacillo… L’unica cosa che mi ferma è che ormai un’anta del mio armadio serve solo a contenere le scatolone dei miei altri stivali! ^^’

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.