Perché la morte di Karl Lagerfeld segna la fine di un’epoca

La morte di Karl Lagerfeld sarà una sfida per la maison Chanel, come lo è stata quella di Mademoiselle Coco; lo abbiamo pensato tutti ieri, quando abbiamo letto la notizia, purtroppo nemmeno così inaspettata dato che il Direttore Creativo era malato da diverse settimane, tanto da non aver partecipato alla chiusura della sfilata Chanel Haute Couture a Parigi nel mese di gennaio.

Ma la morte di Karl Lagerfeld segna la fine di un’epoca in tutto il mondo della moda, perché il suo lavoro costante ha ispirato milioni di persone, ha trasformato il lusso dell’haute couture in un sogno delle masse; Kaiser Karl è riuscito a lasciare la sua personale impronta in tutto quello che ha fatto, senza mai snaturarne l’essenza.

Tra le sue mani si è forgiato il logo a dopppia C di Chanel, è stato lui a rilanciare la giacca in tweed creata da Mademoiselle, così come le scarpe bicolori, le perle e il little black dress: ha plasmato la storia per portarla nel presente, scrivendo pagine di futuro tra una sfilata e l’altra.

disegno lagerfeld

(Disegno originale di Karl Lagerfeld)

E le sfilate, sempre diverse, organizzate in luoghi incantevoli costruiti su misura per soddisfare la sua audacia, la sua capacità di stupire creando mondi paralleli da sognare attraverso abiti, orli, decorazioni e giochi di luce.

Oltre alla consapevolezza di aver perso una parte insostituibile di tutto ciò che la parola “moda” significa, il mondo ha perso anche una mente acuta, un artista completo che per anni ha diretto una delle maison più amate e complicate, curandola come un giardino.

Karl Lagerfeld ha sempre detto di aver scelto di non continuare a fare ciò che aveva fatto Coco Chanel, ma di aver creato quello che lei avrebbe creato, anno dopo anno, garantendo che l’idea Chanel avrebbe continuato a mutare con il passare del tempo, pur mantenendo saldo il legame con il passato.

Cosa succederà a Chanel adesso? Al posto di Kaiser Karl per il momento ci sarà Virginie Viard, che dopo aver lavorato al suo fianco per 30 anni è senza dubbio la persona giusta per raccogliere la sua eredità e trasformarla ancora una volta in innovazione, lusso, eleganza e sogno.

Ma mai nessuno avrà una visione completa come Karl Lagerfeld, direttore creativo ma anche fotografo, leggenda vivente prima e icona assoluta adesso e per sempre: lui riusciva a vivere il presente creando il futuro come nessuno, dando vita a ben 8 collezioni all’anno per il brand Chanel, lavorando per il suo omonimo brand e continuando a disegnare anche per Fendi.

E cosa succederà a Fendi, altra maison di Alta Moda che ha collaborato con lui per anni? Domani andrà in scena l’ultima sfilata con alcuni capi disegnati da Karl Lagerfeld, ma dal brand fanno sapere che è troppo presto per pensare ad una successione, alla chiusura di un capitolo che rimarrà inciso nella storia della moda per sempre.

Il sodalizio tra Fendi e Karl Lagerfeld è iniziato nel 1965, ed è comprensibile che uno strappo così netto abbia causato una ferita difficile da rimarginare, a livello umano prima ancora che professionale.

Fendi è sempre stato un brand di famiglia, e quella famiglia ieri ha perso un punto di riferimento importante.

Perché no, Lagerfeld non è soltanto Chanel, Lagerfeld è stato e sarà sempre un talento a servizio del corpo femminile e della femminilità intesa come visione di un mondo forte e delicato al tempo stesso.

Il 19 Febbraio 2019 non è morto uno stilista, è morto un pezzo di moda, un’ispirazione, un’icona: il mondo della moda non sarà più lo stesso perché non ci saranno più gli occhi di Karl Lagerfeld a scrutarlo nascosti dietro ad un paio di lenti scure.

E nessuno potrà prendere il suo posto, come nessuno ha mai sostituito Gabrielle Chanel su quella meravigliosa scala da cui osservava le sue prime sfilate in atelier, in Rue Cambon 31 a Parigi.

In queste ore di incertezza, quello che è sicuro è che bisogna ripartire dal passato, continuando a creare il futuro attraverso i codici di due maison storiche, che hanno permesso al mondo di conoscere Karl Lagerfeld attraverso il suo talento e la sua arte.

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