Meet the designer: quattro chiacchiere con Daniele Amato

Meet the designer: Daniele Amato

Immaginate le stanze di uno degli hotel storici di Roma, il Marriott Grand Hotel Flora, trasformate in salotti esclusivi in cui provare, toccare e acquistare le creazioni di alcuni dei giovani designer più promettenti del momento, in un’atmosfera magica e senza tempo, quasi onirica: tutto questo è Room Service, il progetto ideato e curato da Simonetta Gianfelici per Altaroma, giunto alla settima edizione.
Tra i creativi che hanno partecipato a questo evento anche Daniele Amato, che seguo quasi dall’inizio della sua carriera; grazie a Room Service ho avuto la possibilità di conoscerlo di persona e di fare quattro chiacchiere con lui, circondata dai modelli più particolari della sua collezione F/W 2015/2016. Ovviamente ho approfittato dell’occasione per indossare alcune scarpe, perché per me la qualità è importante quanto il design, e ci tenevo a farvi sapere cosa ne penso. Con voi sarò sincera come sempre: sono rimasta sconvolta dalla comodità delle scarpe che ho provato; non lo dico per dire, già al tatto la morbidezza dei pellami mi ha conquistata, ma infilare i piedi negli stivali gialli e neri  che vedete qui sotto e sentirmi comoda nonostante l’altezza dei tacchi e le punte allungate mi ha davvero sorpresa.

daniele amato
A proposito di tacchi, sapete come è nato il celebre modello composto da sfere? Ad ispirare Daniele Amato è stata la sua passione per i pois, che ritorna sempre nelle sue collezioni, ed è una passione-ossessione che ho anch’io, ormai da anni. Un’altra cosa che abbiamo in comune è il bisogno di giocare attraverso le scarpe: lui le crea, io le indosso, ma il fine è sempre lo stesso, stupire e divertirsi, esprimendo la propria personalità tramite un bellissimo accessorio.

scarpe rosse tacco alto

high heel pumps

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scarpe con borchie

Mi è sempre piaciuto capire da cosa un designer possa trarre ispirazione, perché mi sono sempre chiesta com’è possibile che spesso siano proprio gli shoe makers uomini a capire meglio i gusti di noi donne, e la risposta di Daniele è stata più che altro una dichiarazione d’amore per le sue clienti: sono infatti loro ad ispirarlo, è osservandole e pensando al loro stile personale che riesce non solo a capirle, ma a proporre il modello di cui loro hanno bisogno in quel momento particolare. Sembra facile, ma chiunque abbia cercato di capire una donna potrà confermarvi che non lo è!
Ovviamente non ho resistito al fascino degli ankle boots e degli stivali overtheknee in velluto rosa e borchie: li ho provati e me ne sono innamorata, non mi sorprende che siano stati apprezzati anche dalle giornaliste di settore.

Un’ultima curiosità: il colore preferito di Daniele Amato è il blu, ed è per questo che ha scelto questa tonalità per colorare le suole delle sue creazioni; e sì, purtroppo il colore è destinato a rovinarsi camminando, ma le scarpe sono fatte per essere indossate e vissute, quindi, tutto sommato, va bene così.

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spiked ankle boots

daniele amato 2015

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Ditemi la verità, vi siete illuse che per una volta sono riuscita a tornare a casa a mani vuote! Mi dispiace deludervi (in verità stavolta sono felicissima di farlo), ma ho qualcosa da mostrarvi, provate ad indovinare? Ve le mostrerò presto in un post dedicato, promesso.

8 thoughts on “Meet the designer: quattro chiacchiere con Daniele Amato

  1. Quella deco a pois è davvero bella, la foto fatta alla sfilata non le rendeva merito. Mi piace anche la stringata dell’ultima foto.
    Cosa ti sarai portata via? Mmmmm, conoscendoti, o la deco blu borchiata oppure proprio lo stivale giallo. ^_^

  2. Perdonatemi, ma a me queste creazioni continuano a non piacere. Non apprezzo il tacco a sfere, che trovo troppo kitsch, né la scelta cromatica (il punto di giallo degli stivali o l’arancione degli stivaletti borchiati). Poi, personalmente, trovo le borchie applicate in abbondanza sulle calzature ormai totalmente sorpassate. Insomma, tra le donne che questo giovane designer riesce ad interpretare magistralmente, ahimè, non ci sono io.

    1. Non ti devono piacere per forza e pensare di accontentare tutte le donne è impossibile per chiunque, in questo post volevo solo presentarvi la persona e raccontarvi come lavora, penso sia una cosa bellissima a prescindere dall’opinione sul prodotto finale, che come abbiamo già detto è del tutto soggettiva.

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