Indovina la scarpa!

Guardate con attenzione questa foto, e provate ad indovinare chi ha disegnato queste magnifiche peep toe:

peep toe cipria nude sexy tacco altissimo elisabetta franchi

Pelle rosa cipria e tessuto mesh trasparente, maxi platform, tacco altissimo, piccole borchie dorate e fiocchetto, tutto in queste scarpe grida Louboutin, non trovate? Sembrano una versione nuova più originale di uno dei primi modelli di successo di Monsieur Christian, le peep toe Mouche, mio grande amore:

E invece no, non si tratta di suole rosse, ma di un bellissimo modello Elisabetta Franchi SS 2012, disponibile anche in una più scontata versione total black:

L’ispirazione alle creazioni più sfacciate di Louboutin è piuttosto lampante, soprattutto nel sandalo con la zip che ricorda molto il modello Rodita di Louboutin, ma nella collezione SS 2012 di Elisabetta Franchi ci sono scarpe per tutti i gusti, per ammirarle cliccate qui, buona visione!

12 thoughts on “Indovina la scarpa!

  1. Concordo, in cipria sono adorabili, ma la forma mi sembra più “massiccia” rispetto al più sobrio ed elegante modello Louboutin: forse sarà per il plateau più alto, la curva più accentuata della suola, non so, però non mi convincono del tutto…

  2. Non le trovo male, ce ne sono altre sul sito molto graziose… però lancio una provocazione… più di un modello si può considerare una copia (bella o brutta, quello è soggettivo)… ma i prezzi sono da scarpe di gran marca… immagino anche per qualità dei materiali e della manifattura… ma ora come ora… dove sta la fantasia dei designer? Si criticano tanto i low cost di copiare e plagiare i pezzi d’autore, poi però anche le grandi marche si imitano appiattendo un po’ (tanto) il panorama… Non trovate?

  3. Io sono d’accordo con te, ormai ogni designer presenta una spuntata con maxi plateau,un sandalo in vernice un pò fetish, una scarpetta glitter bon ton… tutte simili tra loro, spesso anche per quanto riguarda i prezzi; è un peccato perché alcuni brand, soprattutto se specializzati solo in scarpe e borse frenano talento e innovazione in nome del guadagno certo; quei modelli funzionano quindi si vendono sicuramente, però che noia! Proporre una linea da tutti i giorni (tipo la 24:7 di Jimmy Choo per capirci) “banale” è comprensibile, ma almeno per il resto un po’ di fantasia non guasterebbe, anche a costo di cadere nell’eccentricità totale!

  4. Cavallo che vince non si cambia, soprattutto quando è inavvicinabile ai più, a quel punto proporre un modello simile se non proprio uguale può far decollare un brand poco noto o appena nato. Sono pochissimi i marchi che possono permettersi di osare e quindi di rischiare, ovvero quelli con un solido impero economico alle spalle che ammortizza eventuali flop, mentre i marchi medio-piccoli spesso devono accontentarsi di imitare più o meno perfettamente, perché accontentare chi non può permettersi Louboutin con un modello quasi identico e fatto bene/con materiali buoni vuol dire per loro stare a galla. Che poi gli stessi brand di alto livello finiscano per copiarsi fra loro è tutt’altra storia: lì si tratta forse di non essere da meno della concorrenza, magari proponendo il modello vincente migliorato.

  5. Sì ma comprare una scarpa “già vista” e spendere sui 400€ (facendo una media sommaria dei prezzi di vendita)… allora compro una louboutin vera!
    Per quello non capisco, lo trvo veramente sensato per i low cost, ma se posso spendere 400€ per una scarpa… saranno veramente quel centinaio di euro a trattenermi dal prendere una Casadei & simili?

  6. Quando, tempo fa, ho posto la stessa domanda mi è stato risposto che non tutti sanno che quella determinata scarpa è molto simile ad un modello Louboutin, e quindi si affidano al marchio trendy come può essere Elisabetta Franchi e comprano anche a 400 euro, a me sembra una teoria limitante ma ammetto che può essere vera, non sai quante volte parlando con presunte amanti di scarpe mi sono sentita dire cose tipo “io sto jimmy choo non l’ho mai sentito”, è triste, ma succede!

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