Il coronavirus mette in ginocchio Scarpe&Scarpe e Aldo Shoes

Le aziende di tutto il mondo stanno affrontando una sfida senza precedenti durante l’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus, sono pochissime quelle che stanno continuando a lavorare ai soliti ritmi, mentre purtroppo sono tante quelle già in crisi, messe a dura prova anche a causa della chiusura forzata dei punti vendita e alla mancanza di siti e-commerce capaci di sostenere la richiesta di spedizioni rapide e prodotti sempre nuovi.

Il settore della moda nel complesso è tra i più colpiti dalla crisi, sono tante le realtà che stanno facendo i conti con l’incubo della totale mancanza di fatturati, contrapposta alla necessità di trovare fondi per pagare la merce ordinata e ovviamente invenduta, l’affitto dei punti vendita e tutte le spese legate all’esistenza stessa del proprio business.

In Italia la situazione è delicatissima, negli ultimi giorni si è parlato molto del “caso Scarpe&Scarpe“, azienda con più di 1800 dipendenti e 153 negozi in tutto il paese, in difficoltà già da tempo: a causa del coronavirus e della chiusura forzata dei punti vendita, Scarpe&Scarpe, che a detta dei sindacati risultava già provata da pesanti criticità precedenti alla pandemia, ha fatto ricorso al concordato preventivo presso il Tribunale Fallimentare di Torino, nel tentativo di mettersi in sicurezza rilanciando le attività con un nuovo piano industriale che sia capace di garantire una ripartenza più forte.

La preoccupazione per le sorti dei dipendenti accomuna il caso Scarpe&Scarpe a quello canadese di Aldo Shoes, noto marchio di calzature low cost diffuso in tutto il mondo, Italia compresa.

coronavirus

Soltanto poche ore fa sono stati licenziati più di 300 dipendenti dalla sede centrale di Montreal, l’azienda ha registrato l’istanza di protezione giudiziaria in Canada e si appresta a fare lo stesso, in modalità lievemente diverse, anche in Svizzera e negli Stati Uniti. Grazie a questo sistema Aldo Shoes avrà la possibilità di riorganizzare il suo intero sistema operativo, risanandolo nel tentativo di salvarlo dalla bancarotta.

 

Anche Aldo Shoes era in crisi da tempo, a causa della concorrenza di centinaia di altri brand simili, posizionati nella sua stessa fascia di mercato, ma più appetibili per i consumatori: la sfida che il CEO David Bensaduon si è posto, è di rilanciare il marchio fondato da suo padre Aldo sviluppando una rete più forte per la vendita online e in store, superando il momento di crisi puntando anche sull’e-eccomerce, uno dei pochi settori in crescita in questo momento di crisi mondiale.

Anche Neiman Marcus e J. Crew, due colossi americani, hanno fatto ricorso al Chapter 11 per tentare di salvarsi dalla bancarotta, e purtroppo altre aziende seguiranno lo stesso percorso: non ci resta che sperare che la situazione migliori, contribuendo a creare una nuova normalità più sostenibile per tutti.

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