Shopping compulsivo: cos’è e come guarire

Comprate decine di rossetti e poi mettete sempre il burro di cacao incolore? Avete così tanti smalti che potreste fare la pedicure a cento millepiedi senza battere ciglio ma nonostante questo continuate a comprarne? Indossate sempre gli stessi abiti pur avendo un armadio colmo di indumenti con le etichette ancora attaccate? Ragazze mie, abbiamo un problema!

“Abbiamo” sì, non lo dico tanto per dire ma perché per anni mi sono trovata nella stessa situazione; nel titolo parlo di dipendenza da shopping compulsivo, perché di questo si tratta: non è una situazione drammatica come quella dipinta in certi film, ma si tratta pur sempre di una frivola schiavitù da una serie di oggetti che non ha davvero nulla di divertente. Spesso si tende a sottovalutarla e a riderci su, sono la prima a dire che non è una dipendenza pericolosa ma non è nemmeno una situazione sana in cui vivere nel lungo periodo.

Mi dispiace dover notare che l’avvento di blog e social network ha lentamente trasformato questo disagio in qualcosa di normale, quasi un obiettivo da perseguire: io vado sempre controcorrente e non mi vergogno di dire che non provo più nessun sentimento di “invidia positiva” (esisterà davvero?) davanti alle foto di armadi piedi di giacche, vestiti, borse… e scarpe. Per anni ho comprato per il gusto di farlo, per avere l’oggetto del desiderio, perché in un blog devi condividere i tuoi acquisti, perché ero triste, perché ero annoiata, sostanzialmente perché ero dipendente dallo shopping; nel mio caso non è mai stata una dipendenza “pericolosa”, non ho mai speso più di quello che guadagnavo, ma già da qualche anno mi sono resa conto che compravo per i motivi sbagliati.

Capire di avere un problema è il passo più difficile, soprattutto in una società come la nostra, in cui riciclare un vestito è un peccato mortale e non avere tanto di tutto è visto come una mancanza.

Oggi acquisto in modo molto razionale soltanto capi che amo davvero, oggetti che mi trasmettono emozioni positive e che si integrano perfettamente con il resto del mio guardaroba; faccio shopping quando trovo qualcosa che attira la mia attenzione, è raro che io esca di casa con l’intento di compare ed il mio passato di shopaholic davvero non mi manca.

Per me non ha senso acquistare per la bramosia di avere, vi sarete accorti che ormai compro anche poche scarpe ed il motivo è semplice, non voglio riempirmi la casa (o le case, in questo momento!!) di “cose” che poi non metterò mai. Ho deciso di non pentirmi mai di quella che sono stata in passato perché quello che è stato è ciò che mi ha resa quella che sono, ma se guardo indietro non sono orgogliosa di essere stata una pazza assatanata che correva per la città a caccia di saldi e offerte, sappiatelo.

Mi sto avvicinando ad uno stile di vita minimalista e ho già smesso di dare valore agli oggetti, se fosse per me potrei imbarcarmi domani in un viaggio infinito con una valigia minuscola e il cuore leggero: liberarsi del superfluo fa bene all’anima, credetemi.

shopping compulsivo

Questa è parte della mia storia, per completare il post ho preparato una breve lista di consigli che potete mettere in pratica per smettere di dipendere dallo shopping:

  1. Fermatevi a pensare allo stato d’animo che vivete quando andate a fare shopping: siete tristi, demoralizzate, arrabbiate? Lasciate stare i negozi e cercate di vivere le emozioni, senza nascondervi dietro la frenesia di luci, musica e sconti; bisogna imparare a vivere anche i dolori, per affrontarli al meglio e uscire rigenerate anche dai momenti davvero difficili.
  2. Tendete a comprare in serie? Analizzate la vostra collezione di smalti/scarpe/farfalle: eliminate tutto ciò che vi fa sentire in colpa, ciò che non usate o che non rappresenta più il vostro stile e fate spazio. Potete vendere, ma anche regalare alle amiche o alle tante associazioni che si occupano di raccogliere questi oggetti, l’importante è imparare ad apprezzare quello che già avete comprato, perché vi aiuterà a capire che non avete davvero bisogno di altri “acquisti seriali”. Spesso si tende a non eliminare niente per il senso di colpa generato dall’acquisto fatto, ma tenere lì un promemoria degli errori non vi aiuta di certo, invece vendere o regalare rimetterà in circolo emozioni positive e qualche soldo in più, che non fa mai male.
  3. Stare al passo con la moda è difficile, lo so benissimo, ma non dovete farlo per forza. Scoprite qual è il vostro stile e regolatevi di conseguenza. Adoro il trend del momento, ossia i fenicotteri stampati su costumi, magliette, cuscini, federe, ma trasformare casa in uno zoo assolutamente privo di personalità non mi interessa: l’unica moda che seguo è la mia, quella che mi fa stare bene e mi fa sentire a mio agio in qualsiasi contesto. Ho uno stile che può non piacere, ma è il mio e per me sentirmi valorizzata e riconoscermi quando mi guardo allo specchio è la conquista più bella.
  4. Combattete la noia facendo qualcosa di nuovo: sport, passeggiate, musei, libri, cinema, le vie dell’intrattenimento sono infinite; io cercavo di farmi del bene leggendo articoli, manuali di web marketing, cercavo distrazioni che fossero anche utili a migliorarmi, ma qualsiasi opzione va bene, basta che vi tenga lontane dai negozi. Anche da quelli online!
  5. Annullate l’iscrizione a siti di shopping e newsletter varie: non devo approfondire, vero?
  6. Condividete il vostro desiderio di cambiare stile di vita con chi vi vuole bene: un supporto esterno è sempre utile a resistere nei momenti di difficoltà!

Spero che questo post vi sia stato utile, è molto diverso dai soliti articoli che pubblico ma è ora che il blog torni a rispecchiare quella che sono al 100%!

 

7 thoughts on “Shopping compulsivo: cos’è e come guarire

  1. Un bene tu sia “guarita” dalla dipendenza da shopping ma un bene ancora più grande che non ti sia per nulla passato quanto espresso nel tuo periodo precedente … che serve sempre sempre sempre! 😉

  2. Bellissimo topic, che riprende il tuo video altrettanto utile.

    Per me queste tue riflessioni sono un toccasana perché, malata di shopping compulsivo, ho davvero bisogno di una sana tabula rasa per prendere solo ciò che desidero veramente e per cui lotterò fino allo stremo e tu sai di cosa parlo!

    Da un pò ho finito di acquistare smalti: arrivata alla soglia dei 300 mi son detta che lo spazio era finito, stop! Un pò meno con le scarpe: dopo averne regalate un pò ad una mia amica non sono riuscita a resistere e gli acquisti sono riiniziati. Ma adesso stop anche qui e via libera alle donazioni.

    Mi stamperò questo tuo decalogo, lo porterò sempre con me e se mi verrà la tentazione di acquistare qualcosa tirerò fuori il tuo richiamo formale e mi bloccherò. Grazie, santa Sara!
    Un bacione
    Very

  3. Ma che forse prima non eri al 100%??? In effetti, raramente mi sei sembrata al 100%: alcuni giorni al 66%, altri al 123% …. però la tua media mi sembra sia stata al 174%!!!!
    😉
    E, cmq, le cose non mi sembrano due: in media, al 98%, la saggezza aumenta all’aumentare dell’età anagrafica, sicché, in questo preciso istante, sei più “vecchia” di ieri ma meno saggia di domani!
    E ricordati, come disse un mio compagno di studi, che ciò che il bruco considera come la fine della vita per la farfalla è solo l’inizio! Ohmmmmm!

    Devo bilanciare l’euforia da millantata santità attribuitati dalla mia amica Veronica (posso dire che Veronica mi piace più di Very? Eh lo sappiamo che la rosa profuma sempre anche se le cambiamo nome …. ah, W. S. … r.i.p.).

    Per il citato video, …. ci sono fatti e punti di vista, situazioni oggettive ed opinioni di parte, cose che esistono nonostante i preconcetti: se un bicchiere, che conterrebbe sino a 100 cl, viene riempito per 45 cl è corretto definirlo “mezzo vuoto”!!!

    E non è che se trovo qlcn che me lo fa’ notare, lo sposto nella casella “non positivo” e tutto si risolve: spesso, chi ti vuole bene deve essere sincero per essere affidabile, deve sapere come e quando dirti se c’é qlcs che potrebbe non andare.
    Si fa’ presto a diventare piccoli Erdogan che crescono, uahuahuah!!

    Se oggi piove, piove e basta, non c’è sempre una realtà da poter interpretare a proprio piacimento, in maniera più o meno sofistica …… a meno che nel bicchiere ci mettiamo prima 40 cl di “primitivo”, poi 33 cl di whisky …. ed alla fine si che avremo una Sara “positiva” …. all’alcool-test 😉
    😉 😉 🙂

    E cmq, nei video vieni sempre meglio: non so che ci metti nel bicchiere ma continua così!

    Ciao

    1. Forse mi sono espressa male, per me le persone positive non sono quelle che ti danno ragione sempre e comunque, ma quelle che si relazionano in modo costruttivo e positivo, che non smontano sogni e ambizioni solo perché sono difficili da raggiungere.

  4. Ottimo post. Comincio anch’io a valutare tante cose in cui tu sei già passata. Fortunatamente non ho avuto seri e continui episodi di shopping convulsivo però ho sempre conservato capi e scarpe che non ho mai indossato negli anni e tenuti solo perché “magari un giorno mi servirà”..il caos. Ora ho ripulito l’armadio e mi sento più in ordine e focalizzo meglio ciò che ho e che può servirmi…

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