Clara Maria Minasi presenta la sua prima collezione di scarpe

Sento una certa responsabilità oggi, perché tengo a questo post in modo particolare, e ho paura che l’emozione prenda il sopravvento e mi impedisca di far passare il vero senso dell’articolo.

Ho conosciuto Clara Maria Minasi qualche giorno fa, dopo uno scambio di messaggi ed email in cui mi ha raccontato il suo percorso, che oggi l’ha portata a presentare la sua prima collezione di scarpe: di lei posso dirvi che è una ragazza semplice, timida come me ma disponibile e molto comunicativa; lei sostiene che dal mio blog si noti subito la mia passione per le scarpe, io vi dico che la sua passione si legge nei suoi occhi. Sentendola parlare ci si ritrova accanto a lei mentre sceglie personalmente i pellami con cui andrà a creare le sue scarpe, puoi quasi toccarli; e poi i racconti entusiastici sul calzaturificio che la segue in questa avventura, sui sacrifici che ha fatto per arrivare a creare la sua linea di scarpe, che risponde al suo gusto in ogni più minimo dettaglio. Ed è interamente Made in Italy, dalle scatole alla carta velina, passando ovviamente per le calzature, protagoniste assolute.

ALYA - Clara Minasi

BELLATRIX - Clara Minasi

KLEEIA - Clara Minasi

Abbiamo passato qualche ora insieme a parlare di lei, del suo lavoro, della sua storia; Clara Maria Minasi è giovane, ma già ha fatto tantissimo; si è trasferita a Roma per studiare “Scienze della moda e del costume”, si è laureata e ben presto ha scoperto che quello che davvero le piaceva disegnare non erano gli abiti, ma le scarpe: solo le calzature sapevano e sanno ancora darle quell’emozione in più che serve per trovare la propria strada.

Ha continuato a studiare lavorando come Junior Shoe Designer per un’azienda marchigiana, fino a che non ha deciso di spiccare il volo, dando vita al suo brand, che porta il suo nome, Clara Maria Minasi.

MAIA - Clara Minasi

NAVI - Clara Minasi

 

Non ho avuto la fortuna di conosciure René, Manolo, Christian e Cesare prima che divenissero delle star planetarie, ma sono sicura che avevano negli occhi quella luce che ha anche Clara, che ho anch’io quando parlo di scarpe: la luce della passione, legata alla consapevolezza che fare quello che più si ama è una fortuna che va saputa gestire, credendoci sempre. Ma credere non basta, ci vuole qualcosa in più, chiamatela fortuna se volete, noi abbiamo usato un altro termine, ma nella mia ingenuità sono convinta che l’umiltà ed il talento presto o tardi vengono premiati, ed è quello che auguro anche a Clara: di arrivare su in alto, accanto a loro, René, Manolo, Christian, perché lassù di donne ce ne sono troppo poche. E perché “riuscire” senza dover accettare compromessi qualitativi, senza dover scappare all’estero, senza dover cedere svendondo la propria personalità è una vittoria per tutti quelli che in questi valori credono, quindi è una vittoria anche mia, spero vostra.

“Ho escluso i miei impulsi per dare ogni volta spazio ai ai tuoi. Adesso esagera” (Clara Minasi)

 

 

9 thoughts on “Clara Maria Minasi presenta la sua prima collezione di scarpe

  1. Non capisco se sono le fotografie "ridimensionate male"… ma sono brutte … la forma della tomaia e' allungata orribilimente 🙂

  2. Mmmm, io sono combattuta sul giudizio, perché dalle tue parole traspare chiaramente la passione di Clara per il mondo della calzatura e Clara certamente fa di tutto perché le proprie creazioni rappresentino il massimo della qualità. Tuttavia, lo stile non è il mio genere: il plateau in alcuni casi è troppo alto e in tutti i casi è svettante, cosa che non mi è mai piaciuta in nessuna calzatura di nessuno stilista (mi dà l'impressione di low cost). I sandali gialli col fiocco laterale sono forse i più carini, ma il plateau massiccio e la t-bar troppo accollata rovinano tutto. Peccato.

  3. Sicuramente i pellami e la cura nella realizzazione sono al top, ma il design è deludente. Sono sincera, salvo soltanto le spuntate beige, le prime nella lista, anche se c'è sproporzione tra tacco e plateau. Il sandalo con il triplo cinturino giallo alla caviglia può ancora andare, Le altre non mi piacciono per niente. E mi dispiace. La cura e l'impegno che mette Clara forse troverebbero più felice concretizzazione con un designer all'altezza.

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