Caro feticista ti scrivo

Caro feticista ti scrivo, così mi distraggo un po’.

 

 

“Hai un blog di scarpe? Sarai bersagliata dai feticisti, come fai?”. Questa è la terza domanda che ricevo quando racconto a qualcuno che non mi conosce come passo il mio tempo online e qual è il mio lavoro.
La prima è sempre qualcosa tipo “ah, fai la fashion blogger”, e a quanto pare va necessariamente abbinata alla stessa espressione che ricevevo da adolescente quando confessavo di preferire gli Iron Maiden a Vasco Rossi; informazione tuttora valida, magari a qualcuno interessa.
La seconda domanda è una di quelle che non andrebbero mai fatte ad una donna, e riguarda la quantità di scarpe in mio possesso: non ho tempo di contarle, baby!
Ma torniamo a lui, al caro feticista, perché è a lui che voglio parlare oggi. Hai presente l’amico che non si sa bene perché sia diventato un tuo amico, quello che si diverte a elargire consigli non richiesti appena possibile? Io sono lui.
Oggi io ho deciso di scendere dal tacco 12 per deliziarti con qualche consiglio sull’approccio tra uomo feticista e donna appassionata di scarpe ai tempi dei social: ti stupirà sapere che non varia molto dall’approccio offline, ma nonostante Mark Zuckerberg abbia deciso che condividere la qualunque sia doveroso, nel 2017 c’è ancora gente che pensa di poter vivere due vite parallele grazie al web.

 

blog di scarpe

Caro feticista, basta con i diminutivi

C’è qualcuno che di vite parallele ne vive pure troppe, e lo fa scrivendo via social frasi deliranti dal mood bollente in cui l’oggetto del desiderio sono solo loro, i miei “piedini”. Piedini.
E’ da quando sfogliavo svogliatamente Cioè attaccando stickers lucidissimi in giro per casa che so che la regola di seduzione numero 1, valida in ogni tempo e in ogni spazio è sempre la stessa: mai usare i diminutivi! Ma dove avete letto che alle donne piacciono?!
Mi stupisce sempre notare che sono proprio gli uomini a farne un uso smodato, perché quelli sensibili sono loro, non noi portatrici sane di piedi vestiti di pelle, fiocchi e lustrini fin troppo costosi.
Quindi per cominciare, caro amico feticista, basta con questi benedetti “piedini”: siamo tutti adulti, spensierati e contenti, per la sopravvivenza della specie diciamo no a diminutivi, vezzeggiativi e a tutta quella robaccia priva di gusto che secondo voi rende la conversazione più intima.

Per me la rende patetica, per dire.

Caro feticista, datti una calmata

Dove non c’è piedino arriva la provocazione da vero maschio alfa, l’uomo che non deve chiedere mai, che solitamente parte in quarta con frasi tipo “che bei piedi(ni), non sai che ti farei”, corredate da una miriade di emoji forse dovute ad un’imprevista passeggiata del gatto sulla tastiera. O ad uno sbalzo ormonale adolescenziale a sorpresa.
Torniamo ai tempi di Cioè per un attimo: gli anni sono passati, ora sono un’adulta almeno anagraficamente, ma mi sembra che le cose da fare nell’intimità siano quelle.

Chi più, chi meno, chi con la fantasia ed un tocco di magia, chi con l’ausilio di YouPorn e un buon anti virus, ma sempre quelle sono, ed io mi chiedo costantemente perché una donna realizzata dovrebbe sentirsi stimolata ad intrattenere una torbida relazione a base di fetish e frecciatine da gorilla sulla base di un messaggio del genere. Via web poi!

L’uomo che ha detto in giro che con queste uscite da troglodita si rimorchia un sacco in realtà era una donna annoiata che vi ha bellamente preso in giro, ma ora è giunto il momento di staccare l’amo e ricominciare a nuotare come si deve, da bravi pesciolini.

 

Caro feticista, fatti non… ricerche!

Alla base della nostra piramide del feticista 2.0 c’è lui, l’uomo vago, quello che pur di avere informazioni sul suo oggetto del desiderio, i miei piedi(ni), è disposto a fingere di lavorare ad un progetto top secret che vedrà la luce solo dopo aver subìto il tocco della dea, della musa: io, in sostanza, che non vengo mai evocata con il mio nome perché si sa, una modifica nella complessa operazione copia-incolla-invia ruba tempo.
Negli anni mi hanno scritto per avere foto, video o informazioni legate ai miei piedi (hanno vita propria a quanto pare) per:
1) Tesi universitaria. Facoltà non pervenuta.
2) Libro sulla psicologia della sessualità praticamente già venduto a case editrici importanti. Mai pubblicato nemmeno su Cioè in fascicoli.
3) Foto libro di moda già quasi venduto a Vogue. Mai pubblicato nemmeno su Instagram con l’hashtag #l4l
4) Ricerche varie, tra cui l’ultima sul… solletico.

Devo aggiungere altro?

Caro feticista, in fondo ti voglio bene

Caro feticista dammi retta: dimentica il web anni ’90, quello dell’Internet è un mondo che va veloce e tu così ottieni solo l’etichetta di pervertito; che in tutta sincerità è un’etichetta che mi diverte sempre molto, ma non ti darà i frutti che speri di raccogliere.
Lo ammetto, io sotto sotto ti voglio bene, ed è per questo che quando mi annoio e apro i direct di Instagram ti rispondo come in questo post, con ironia.
E lo faccio perché dopo anni di blog di scarpe le ho lette tutte, ma ho anche conosciuto una manciata di uomini con la passione per i piedi femminili che la vivono in modo sano, libero e lontano dal torbido mondo dei messaggi privati mandati di nascosto con un account falso: lo vivono davvero, nella vita offline, con donne intelligenti che sanno bene che alla fine dei conti oggi è il piede, anni fa erano le tette siliconate e prima ancora i fianchi morbidi di Marilyn.

Parti del tutto, che funzionano perché c’è pure tutto il resto, cervello incluso.
Quindi caro amico feticista, fatti questo regalo, smettila di apparire molesto e vivi sereno la tua passione: se tu per primo te ne vergogni, la tieni nascosta e la liberi solo attraverso commenti sbavanti scritti a sconosciute, come pensi che le donne che incontri nel quotidiano possano capirla?

Leggi anche: Tutto bellissimo, ma perché un blog di scarpe?!

10 thoughts on “Caro feticista ti scrivo

  1. No vabbè mito! Questo articolo è l’articolo in assoluto più divertente, intelligente e scanzonato da quando ti conosco (e non è da poco). Brava!

  2. Bellissimo articolo, la tua intelligenza e la tua ironia sono un autentico toccasana.
    Qualcuno ci rimarra’ male e le tue parole suoneranno un po’ come delle campane a morto, ma i piu’, se sono intelligenti anche loro, sapranno trarre giovamento dalla tua simpatia e dalla tua sincerita’.

  3. I diretti interessati nemmeno lo hanno letto, ma da questo momento in poi smette di essere un mio problema, la mia posizione sull’argomento mi sembra ufficialmente chiarita 😉

  4. Mia cara sconosciuta leggo ora dopo un anno il tuo articolo per caso.io sono feticista e amante del piede femminile. .. Non sapevo di essere un precursore visto che pare oggi vada di moda. … intanto ti faccio i complimenti per l’ironia, lo stile e l’intelligenza con le quali scrivi. Ti raconto la mia storia in tre secondi: la mia passione piuttosto confusa la soddisfavo con scarpe comprate trovate … in vari modi. Anni di educazione sessuofobica mi facevano sentire una specie di mostro di perverito. Poi il disastro mia madre mi scoprì. Disse che le cadde il mondo addosso e mi spedī dallo psicologo per curare il mio caso. Così disse il mio caso. Vivere serenamente questo? Mmmmmmm difficilino. .. Ci ho messo poi 20 anni più o meno per conviverci e ancora adesso sono in imbarazzo a volte. .. a raccontallo. Mi piaceva raccontare qui la mia esperienza…. cmq Buona serata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.