Black Friday: la mia esperienza

Sopravvivere al Black Friday in America è possibile? Sì, ma è stata dura!

Per chi non lo sapesse il Black Friday o “venerdì nero” è il giorno successivo al Thanksgiving, nonché giornata di sconti esclusivi in praticamente tutti i negozi. Gli americani ne approfittano per fare acquisti importanti ma anche per comprare i regali di Natale, quindi nei negozi regnano panico e terrore!

In questo momento io mi trovo nell’assolata Florida, in un posto tranquillo e rilassante, quindi mi sono lanciata nell’ esperienza del Black Friday con coraggio; siccome non mi piace vincere facile non ho scelto un normale centro commerciale, ma un outlet, dove gli sconti erano ovviamente ancora più alti.

Black Friday in America: come funzionano gli sconti del venerdì nero in USA

In linea di massima ogni negozio sceglie promozioni differenti, in molti hanno aggiunto uno sconto del 30% a quello già presente, altri, come Bath&Body Works (famosissimo per le candele profumate che adoro) ha pensato ad un’offerta perfetta per chi aveva intenzione di comprare i regali di Natale: ogni tre prodotti acquistati altri tre in omaggio. Devo commentare? Ecco, gli americani hanno tanti difetti, ma con queste idee geniali si fanno amare anche da me!

Come vi dicevo ho scelto un outlet, il Miromar,  perché al suo interno c’erano tutti i negozi che avrei voluto visitare: Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus, Michael Kors, Bath&BodyWorks e altri che ho ignorato completamente. Volete sapere se c’era gente? Oh yes! Ma non vi immaginate scene da panico, perché quelle non ci sono state; diciamo che ho vissuto lo stesso caos che c’è da noi il primo giorno di saldi: tanta gente, tanta coda alle casse ma tutto sotto controllo. Da Michael Kors c’era una piccola fila per entrare, ma credo che il principio fosse lo stesso usato anche da Fendi per i saldi; la coda serve a controllare gli ingressi per evitare che troppa gente rimanga abbandonata nel negozio senza poter essere seguita adeguatamente dal personale. Farlo a gennaio a Roma è crudele, ma a novembre in Florida è quasi piacevole!

Da Michael ho finalmente toccato con mano la famosa borsa Selma; l’ho voluta per mesi, ho rotto le scatole a tutte le mie amiche con questa benedetta Selma e quando me la sono trovata davanti, in saldo, non l’ho presa. Perché sembra di plastica. Michael non ti arrabbiare, ho detto “sembra”!  In realtà è saffiano, ma al tatto è rigida e plasticosa. Impermeabile, ma per me non vale quello che costa, quindi l’ho rimessa al suo posto senza rimpianti. Per fortuna non l’ho acquistata online! Non capisco tutto questo delirio per un brand americano che fino a due anni fa era famoso solo perché copiava i modelli di Vuitton rivendendoli a prezzi più ragionevoli; è bastato far arrivare le borse nelle mani giuste (alcune Youtuber americane) per scatenare la guerra all’ultima Selma. Il potere della rete è immenso, ormai è un dato di fatto, e io ne sono vittima, non lo nego!

Come vi dicevo prima di partire con il delirio su Michael ogni negozio aveva le sue promozioni, ma quasi tutti si sono attestati su un onesto 30% di sconto sul prezzo outlet; da Saks e da Neiman sono quasi impazzita, guardate la foto qui sotto e capirete:

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Valentino, Sophia Webster, Manolo Blahnik, Jimmy Choo, Brian Atwood, Sergio Rossi, Prada, Charlotte Olympia, BCBG erano tutti lì, scatole aperte e scarpe a disposizione, divise per taglie. Ho provato di tutto, non c’è bisogno di dirlo, vero? E’ stato strano vedere questi grandi nomi quasi sminuiti, buttati sugli scaffali come se fossero ciabatte, eppure qui funziona così, e se da un lato si perde quella “magia” tipica delle atmosfere da boutique si impara a dare il giusto peso alle cose. Sono scarpe, bellissime e meravigliose, ma pur sempre scarpe! Grazie Black Friday, mi hai reso più saggia!

Probabilmente da me e dal mio Black Friday vi aspettavate di più, ma ho acquistato solo una borsa e un paio di sandali; avrei voluto altre cosette, ma mi sono imposta di non farmi prendere la mano con acquisti insensati giustificati dal “sono in saldo”. Per le scarpe, come da noi, il 38 è la taglia che sparisce per prima, quindi purtroppo non ho avuto molta scelta, ma ho comunque trovato un bel souvenir da portare a casa, firmato Sophia Webster. No, niente ali di farfalla, ma un modello molto semplice e giocoso: provate a indovinare?

10 thoughts on “Black Friday: la mia esperienza

  1. Quando hai postato la foto su Facebook, per un decimo di secondo sono andata nel panico: oddio, le Valentino di pizzo! Ma il cartello 9 1/2 subito sotto mi ha immediatamente afflosciata. Abbiamo una sfiga incredibile noi taglie 38, non so più se allungarmi il piede o tagliarmi le dita. Comunque, almeno qualcosa sei riuscita a comprare e ti sei divertita senza stressarti, che è forse la cosa più importante. Buon proseguimento di vacanza!

  2. Non c’è cosa peggiore che comprare qualcosa che si desidera tanto e poi rendersi conto che non era affatto nulla di spaciale 😉 peccato, perchè sembra meravigliosa. Te la sei cavata alla grande, ora son curiosa di vedere le scarpine nuove!

  3. Hai comprato solo una borsa e un paio di scarpe??? Cosa ti sta succedendo? Soprattutto per le scarpe…;))) Comunque hai fatto bene, come dici anche tu è facile prenderci la mano e acquistare solo perché “in saldo”, ma tanto tu sei in Florida, cosa vuoi di più? Hai già tutto!!! Ti invidio, sappilo.
    Un bacione,
    Eni

    http://eniwherefashion.blogspot.it/

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