Ankle boots Zara FW 2013/2014

Ogni volta che torno da un viaggio ho il mio programmino da seguire: svuotare la valigia, sistemare i nuovi acquisti (a questo proposito vi consiglio di farmi sapere se volete un regalo!), fare la lavatrice e controllare il sito di Zara; questa volta, pur avendo come sempre la connessione, non mi sono collegata al sito per evitare di dover correre a comprare qualcosa lì a Londra (è più caro!), quindi ieri mi sono seduta comoda e ho aperto il sito.

E ho visto loro, così rock che per un attimo ho pensato di essere finita nel sito di Zanotti.

zara ankle boots 2013

La tomaia è realizzata in vera pelle, e all’apparenza è davvero morbida e di qualità; la punta sfilata, le fibbie rock e il gioco di cerniere mi hanno conquistata all’istante, ultimamente passo dal maculato di Zia Assunta alle scarpe cattivissime come se niente fosse. Hanno un aspetto aggressivo ma non volgare, e non sembrano nemmeno cheap; forse perché non lo sono, dato che costanp 119 Euro!

Ma ragazze mie, qui bisogna tenere duro, perché anche se non sembra i saldi sono vicini, vicinissimi, facciamoci forza, poi magari Babbo Natale mi legge e ci fa una bella sorpresa (io porto sempre il 38, non si sa mai!).

zara ankle boots 2013 s

zara 2013

18 thoughts on “Ankle boots Zara FW 2013/2014

  1. Bellissime e il fatto di essere in vera pelle può giustificare un prezzo così altino, ma per me devono essere anche – soprattutto – comode, perciò propongo di andarle a provare quanto prima per il bene dell'umanità. u_u

  2. Verissimo. Slanciato e aggressivo ma non volgare. Bellissima la punta strettissima. Il tacco è alto e snello, ma lo avrei visto meglio un po' più svasato e arretrato. Voto 7/8.  

  3. Ma privilegiare scarpe made in italy no? Ne trovate uguali, di qualità superiore, anche di marca se volete, a prezzi simili o solo leggermente più alti. La qualità italiana la riconoscereste subito (bisogna essere cieche per non accorgersi della differenza) e tra l’altro aiutereste il mercato del lavoro italiano, che in questo momento ne ha davvero bisogno. Seguire la moda e comprare 100% made in italy è arduo, ve lo concedo, ma si trovano anche negozietti non di grosse marche nei centri commerciali che vendono capi deliziosi, a prezzi bassi, made in italy. Al mercato è quasi tutto made in italy. Ci sono anche grandi firme, se volete esagerare, che producono in Italia (sono rimaste poche ma ci sono). Un calzolaio bravo può confezionarvi le scarpe che volete. Io da quando mi impegno in questa piccola battaglia mi vesto molo meglio e sì, risparmio. Ci vuole solo un minimo di accortezza in più ed entrando da Zara o simili ormai mi rendo conto di quanta robaccia vendano, e i prezzi sono sempre più alti! Spendere 119 euro per un paio di stivali di Zara è un insulto all’intelligenza. Poi va be, se quello che vi interessa è solo seguire la”moda”, per di più quella a basso costo, allora le mie parole sono come polvere al vento.

    1. Ho l’impressione che questo sia l’unico post che tu abbia mai letto in questo blog, se così non fosse non avresti scritto un commento così privo di fondamento. Se ti va ne possiamo parlare, ma gradirei che usassi un altro tono per parlare con me e con chi mi legge/commenta, grazie.

    2. Che ne dici se prima di scrivere fesserie ti leggi per bene qualche decina di post? Così, tanto per capire di cosa parla esattamente un blog, prima di lasciare un commento che ti si può ritorcere contro? Un calzolaio sarebbe economico? Io mi sono fatta fare un paio di zoccoli di legno dal mio calzolaio e sono stati tutto fuorché economici, quindi non diciamo eresie: spendi esattamente come in un negozio se non di più, proprio perché è un lavoro artigianale. Al mercato è quasi tutto made in Italy? E da cosa lo deduci? Dal cartellino attaccato a vestiti? Sono fatti dai cinesi che vivono segregati in fabbriche italiane a confezionare abiti e scarpe per pochi euro, anche meno. Al mercato si trova pochissimo davvero made in Italy, è quasi sempre tutta roba delle passate stagioni, vecchia e stravecchia, oppure usata, ma proprio perché è veramente made in Italy la paghi, eccome se la paghi, soprattutto quando parliamo di grandi marchi. E in proposito, ci sono grandi marchi che in Italia non fanno produrre più nulla perché preferiscono risparmiare fancedosi confezionare la merce in paesi a basso costo: Valentino in Egitto, per esempio, Diane von Furstenberg in Cina, ho visto le bolle di accompagnamento della merce. Quindi quando vedi scritto Made in Italy su un prodotto non significa necessariamente che sia davvero italiano, soprattutto se costa poco. E per quanto riguarda in particolare le scarpe, quelle *davvero* made in Italy costano centinaia e centinaia di euro, non qualche decina. Seguire la moda non significa essere superficiali, ma attenti a quel che si compra acquistando con giudizio.

      Precisato ciò, oltre al fatto che dovresti informarti e riflettere prima di scrivere, impara innanzitutto l'educazione: venire su un blog per sparare a zero su chi scrive e commenta senza cognizione di causa è davvero – questi sì – poco intelligente.

  4. Il modello mi piace tantissimo, ma dovrei vederlo indossato perché non sono più abituata a certe punte, appena passo da Zara vedrò!

  5. Belle, bellissime. Altissime, sensuali, ma non volgari. Inzomma, Babbo Natale, se ci sei sappi che io porto il 39. (Già che ci sei, guarda anche queste: http://www.zara.com/it/it/trf/scarpe/stivaletto-tacco-fibbie-c269216p1524024.html perché, dai miei commenti molto poco raffinati sul mio profilo di twitter, capirai quanto mi piacciono. Sempre 39.)

    Ultimamente, però, non riesco a provare scarpe da Zara. L'ultima volta che ci ho provato ho trovato misure fatte veramente male: il 38 mi stava piccolissimo, il 39 enorme. Sarà che hanno cambiato anche i tagli dei vestiti, sproporzionati a livelli osceni… Peccato ):

  6. Non pensavo qualcuno si potesse sentire offeso solo perché ho difeso il made in italy. Non me la sono presa con nessuna di voi in particolare, a quanto pare se ve la siete presa avere la coda di paglia. Mai detto inoltre che i calzolai sono economici : producono merce di qualità, a prezzi sicuramente più alti di uno Zara, ma tra due paia di scarpe di Zara a 100 euro e un paio dal calzolaio, fatte come si deve, che non si scollano dopo dieci minuti e non vi martoriano i piedi… Non so, ditemi voi se il mio ragionamento è sbagliato. I mercati che frequento hanno merce made in italy a prezzi contenuti, nei centri commerciali ti riporto il “marchio” “zuiki”, magari non presente in ogni città ma che ha capi Basic e made in italy a prezzi irrisori. Cosa credi, Chris, che le etichette vengano cambiate da made in China a made in italy così come se nulla fosse? È un reato, se non lo sapessi, e i nostri centri commerciali sono piuttosto controllati. Le scarpe di nero giardini ad esempio sono made in italy, ne ho acquistato un paio ottimo a 119, 50.solo 50 centesimi in più di questi stivali, visti proprio oggi in vetrina e andata a toccare con mano, per curiosità :saranno pure in pelle, ma che pelle? La qualità è pessima, le cuciture anche, le cerniere sembrano malamente attaccate con l’attack. Il mio tono non voleva essere scortese ne volevo attaccare nessuno, mi sono permesso di dare dei consigli e delle opinioni. Per me è sì un insulto all’intelligenza concedersi scarpe ad alto prezzo ma di pessima qualità. Se vi sentite personalmente prese in causa, il problema è vostro. Trovo molto più sgarbate le vostre risposte. Saluti.

    1. Tu non hai dato un'opinione, tu hai lanciato un'accusa fondata sul nulla, ergendoti a paladina del Made in Italy e dall'acume da shopping, al contrario di noi, povere stolte vittime del sistema moda; tra l'altro ti ripeto che continui a fare la tua guerra senza aver letto altro in questo blog, da come ti descrivi non sembri una persona che parla senza essersi informata, ma evidentemente non sei così inattaccabile come dici.

      Discorso calzolaio: ho tre paia di scarpe fatte da due diversi calzolai, due dei suddetti modelli sono stati disegnati per me, quindi so di cosa parlo. La qualità è eccellente, come lo è per tutte le scarpe Casadei, Caovilla, Gianni Marra, Rodo, Sergio Rossi, Cesare Paciotti in mio possesso. Nella mia scarpiera vivono e combattono insieme a me anche delle scarpe di Zara, Bershka and so on, comprate perché mi piacevano. Bruciami sul rogo perché a volte ho dei gusti accessibili!

      Io compro quello che mi piace, se posso permettermelo e se risponde ai MIEI requisiti di qualità, prezzo, appeal, etc etc; tu sei liberissima di fare quello che vuoi, ma non vedo perché devi fare la morale a me, a chi mi legge, o a chi non sa che esisto ma in questo momento sta commettendo l'ottavo peccato capitale: lo shopping low cost.

      Questi brand low cost, Zara in primis, anche se ormai non è più tanto lowcost (e lo scrivo da mesi), hanno la capacità di proporre scarpe alla moda a prezzi accessibili. Punto e fine, loro della qualità si disinteressano, perché tanto quello che va oggi domani non lo vuole più nessuno; il mondo del fast fashion è crudele, ma è così. Quindi sono d'accordo con te sulla differenza qualitativa che come tu dici "noterebbe anche un cieco", ma il punto non è quello, a chi deve indossare una scarpa per una stagione interessano due fattori: che sia alla moda e che costi poco. Per te sarà sbagliato, ma in questo blog io propongo scarpe per tutte le tasche, perché pur avendo il vizietto di comprare scarpe molto costose non sempre posso permettermelo, ma non per questo mi strappo i capelli. Al massimo vado da Zara 🙂

      Nero Giardini produce scarpe di qualità, che so essere molto comode, ma non credo che copra la stessa fetta di mercato di Zara, o sbaglio? Ad oggi Geox sta iniziando a proporre scarpe carine oltre che comode, e lo sta facendo molto bene, ma non mi risulta essere un brand low cost.

      L'altra volta parlavi di mercati, oggi di centri commerciali: nel caso non te ne fossi accorta nei mercati i controlli sono pari allo zero, non ti fanno uno scontrino nemmeno se lo chiedi in cinese, vuoi davvero farmi credere che la merce sia controllata? E da chi, da te? Oggi parliamo di centri commerciali, mi dici quali sono i negozi di scarpe Made in Italy accessibili che trovi dalle tue parti? Qui c'è Cinti, brand che adoro e con cui sono fiera di collaborare, perché fa delle scarpe perfette, belle, alla moda e durevoli, poi? Il vuoto cosmico!

      Mi sento personalmente presa in causa perché questo è il mio blog, e tu hai commentato il mio post, riferendoti a "noi", scusa ma tu con chi parlavi se non, appunto, con noi!? 

      La mia intelligenza, insultata solo dalla tua chiusura mentale, ricambia i saluti.

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