Ancora borchie per le decolletè Valentino P/E 2012/2013

Adoro gran parte delle calzature proposte da Valentino, ma ho notato ogni volta che viene creato un modello vincente viene riproposto fino all’inverosimile, in tutti i colori dell’arcobaleno prima, in tessuti diversi poi, fino alla nausea. E’ stato così con le scarpe open toe con fiocco sulla tomaia, passate da un momento romantico nelle versioni lucide pastello, ad un periodo rock, con pizzi e borchie a volontà, ed ora tocca alle celeberrime decolletè con punta sfilata e gioco di listini borchiati.

Sono nate in beige e nero, in questi giorni sono spuntate nei blog in total red, e per la prossima estate si vestiranno di nudo, in questa nuova, e per niente necessaria versione con dettagli in lucite trasparente:

scarpe valentino chiara ferragni decolletè borchie estate 2013

Se la tomaia in pelle e pvc trasparente è appena tollerabile non si può dire lo stesso dei listini, che ricordano in modo inquietante le scarpette che tutti da bambini calzavamo per camminare sugli scogli; un ricordo dolcissimo, ma davvero poco fashion. Apprezzo la scelta di non esagerare con l’altezza del tacco visto il materiale scelto (plexiglass, sarà ovunque il prossimo anno), per scongiurare l’effetto lap dancer, ma credo che questa scarpa risulti comunque poco fine.

Un peccato, perché l’idea di partenza era buona, ma è talmente inflazionata da dare la nausea dopo meno di due anni di vita.

18 thoughts on “Ancora borchie per le decolletè Valentino P/E 2012/2013

  1. Bè, il modello mi piace e il tacco in lucite lo sogno da anni.. peccato che secondo me il pvc così sottile sulla pelle non faccia un buon effetto (nemmeno più spesso eh!)… però nell’insieme mi piace, anche se non la comprerei mai!
    Non capisco se il tacco è sagomato tipo rock o se ci sono attaccate le borchie-brillantino..

  2. Il tacco in plexigles, stranamente, mi pace…ma i listini proprio no! Hai ragione, sembrano quelli delle scarpine per camminare sugli scogli!
    Il modello in nero e beige è decisamente più “spinto”, non mi dispiace, ma non mi entusiasma nemmeno! Peccato…

  3. Mi piace la punta così scollata. Passi la striscetta in pvc con le borchiette che sbrilluccicano sulle dita. Fingiamo che il tacco in plexiglass sia un’idea fantasticamente innovativa e non venga usato da eoni dalle lap dancer e compagnia bella di tutto il mondo. Però, sinceramente, se Valentino c’aveva degli spallaccini dei reggiseni che gli avanzavano, non poteva usarli altrimenti? Che gli spallini in pvc, orridi sono quando spuntano da magliette scollate, e orridi rimangono quando li ricicli sulle scarpe. Pure se ti chiami Valentino.

  4. Pollice verso per quanto mi riguarda: basta e avanza la versione originale, assai meglio concepita, la versione plasticosa poteva rimanere un bozzetto.

      1. A proposito di pollici versi, @CHRIS: complimenti per la libertà di parola che vige nel tuo blog, il mio commento censurato dalle forche caudine della moderazione ti ringrazia. Clap clap 😉

        1. Pensavi davvero pubblicassi un commento così offensivo? Se avessi usato un tono educato, non avrei avuto problemi a pubblicare il tuo intervento e a rispondere. Complimenti a te per lanciare accuse e offese nascondendoti dietro l’anonimato.

          1. O.O!!!! Vabbè che ognuno ha i suoi parametri per giudicare, ma che fosse un commento maleducato proprio no, non sono il tipo, e ho passato da un pezzo l’età delle bimbeminkia che si divertono a trolleggiare. Ho solo detto che sarebbe carino dichiarare apertamente quando si scrivono post pubblicitari (basta un tag, volendo), aggiungendo che non c’è nulla di male nelle collaborazioni tra blogger e aziende, anche se su di me (non su tutto il globo terracqueo) solitamente suscitano un effetto opposto a quello prefisso. I post-commercial IN GENERALE, scritti da qualsiasi blogger e relativi a qualsiasi prodotto. Per come la vedo io, questo era solo un parere, personale e opinabile, ma nè offensivo nè contenente accuse. Se poi avessi preso una cantonata e quello non era un post pubblicitario come sembrava, sarebbe bastato dirlo, e non avrei avuto problemi a scusarmi (ferma restando la mia opinione che i commercial, più che leciti, che si leggono su millemila blog, dovrebbero essere palesati esplicitamente). La chiudo qui, abbiamo idee diverse su democrazia, censura e offese, amen.
            P.s. Scusa, Shoe, per l’invasione di campo nel tuo blog e la filippica noiosissima, ma non ci sto ad esser tacciata per quella che non sono, per questo ho riportato il commento ‘oscurato’.

        2. Rispondo a questo commento perché a quello sotto non posso, misteri dei template di wordpress!!
          Mi sono fatta spiegare la situazione da Cris perché dai commenti qui non avevo capito di quale post si parlasse; pubblicizzare un prodotto prevede un pagamento, in natura o in denaro poco cambia, che non c’è mai stato. Con l’azienda in questione c’è un rapporto particolare che ha dato a tutte noi (nel commento originale M faceva riferimento anche ad un’altra blogger) la possibilità di visionare le collezioni in anteprima, non tutte l’hanno fatto per svariate ragioni, io invece sono andata perché ho scelto di cogliere al volo ogni possibilità di conoscere meglio questo mondo, al quale mi dedico con un blog da più di cinque anni. Cinque anni in cui ho parlato di migliaia di brand senza ricevere nulla in regalo, e questo caso non fa differenza, sarebbe bello se Louboutin, Caovilla, Torresi, Cinti, Zara e gli altri mi pagassero o mi regalassero scarpe per parlare di loro, perché a quest’ora sarei ricchissima e strapiena di scarpe favolose (questo già lo sono!), ma non è mai stato così, si tratta appunto di un rapporto particolare che si è creato con un’azienda, quindi abbiamo la possibilità di arrivare prima a scoprire le collezioni, alcune di noi hanno partecipato e parteciperanno alle inaugurazioni dei punti vendita, ma questo non vuole dire che dietro ci sia chissà che forma di pagamento nascosta. Spero che sia tutto chiaro, buona giornata!

          1. Chiarissimo, grazie 🙂
            Ribadisco che non c’è nulla di male nè in una semplice collaborazione, come in questo caso, nè in sponsorizzazioni/pubblicità vere e proprie, che prevedano un compenso…il concetto era, banalmente, che apprezzo molto più la trasparenza e schiettezza di chi lo dice chiaro e tondo (infatti nel commento citavo Thefashioncat che ha parlato apertamente della collaborazione), rispetto al farlo ‘sottobanco’…non è mica un reato! Much ado about nothing, direbbe il bardo 🙂

  5. No, il pvc sulle scarpe non lo posso digerire, nemmeno se i cuochi sono Louboutin o Valentino 🙂
    Questo modello era perfetto nella prima versione, che peccato snaturarlo e imbruttirlo così, per spremere fino all’ultima goccia il cavallo vincente…

  6. Valentino io ti amo.

    Amo e adoro questo modello, anche col tacchetto da Dr.Scholl mi piacciono (ma non in tutti i colori)!
    Dopo aver fatto questa dichiarazione posso dire che le prime non mi piacciono affatto ma le seconde, oh le seconde… quanto sono pornoshoes? QUANTO?!?

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