A.D. Amato Daniele presenta la sua collezione F/W 2015/2016

Sabato scorso, nella suggestiva location della Fornace Curti a Milano si è tenuta la sfilata della collezione F/W 2015/2016 di A.D. Amato Daniele; il nome scelto per l’evento sembra descrivere perfettamente l’essenza di una donna, “Bitter, Sweet, Pink”, un’essenza fatta di contrapposizioni coronate da un tocco di rosa, colore simbolo dell’universo femminile.

La collezione creata da Amato Daniele per il prossimo inverno, come anche quella pensata per la P/E 2015, rappresenta fedelmente lo stile del giovane designer , che riesce sempre a bilanciare eleganza ed eccessi, creando modelli originali e molto audaci.

Ancora una volta il protagonista assoluto è il tacco composto da sfere, leit motiv di tutte le ultime collezioni di Amato Daniele; nell’inverno 2015-2016 lo ritroviamo montato su ankle boots bicolori con ampia scollatura sul collo del piede e decolleté con borchie, una novità che il designer ha inserito in questa collezione. Immancabili anche i suoi ormai celebri stivaletti con cavigliera a cascata e le slingback dal gusto bon ton.

Amato Daniele

IMG_9477

DSC_0171

ALX_8707

IMG_9514

 

IMG_9326

ALX_8309

ALX_8312

Le stampe animalier si alternano a pellami opachi e a tonalità delicate come il rosa chiaro e il verde menta, colori che finalmente vengono proposti anche per una collezione dedicata all’inverno, abbinati ad un rassicurante nero. Splendide le decolleté dalla forma classica, dotate di un tacco pulito altissimo e slanciato.

IMG_9520

IMG_9509

IMG_9542

 

IMG_9562

IMG_9584

IMG_9594

 

IMG_9546

IMG_9602

IMG_9603

Ho trovato maestosi gli stivali cuissardes, tra i miei preferiti in assoluto, insieme agli ankle boots neri con cap toe fuxia, davvero deliziosi. Ancora una volta devo notare la sempre più evidente assenza di scarpe con plateau vistosi, segno inequivocabile di un ritorno a forme più leggere, rese particolari dalla capacità di giocare con il design e con i materiali.

IMG_9456

 

 

 

IMG_9673
IMG_9491

24 thoughts on “A.D. Amato Daniele presenta la sua collezione F/W 2015/2016

  1. Questa collezione mi piace poco. Sono sincera. Odio le borchie, la stravaganza a volte può andare ma se è ripetitiva denota mancanza di buon gusto in generale. Ma non voglio fare di tutta l’erba un fascio ed allora preciso, con molta obiettività, che qualcosa che si salva c’è. Per i boots di cui alla foto n° 1, ad esempio, è stata fatta una scelta cromatica stupenda, fucsia + nero è un bicolore che mi piace tantissimo. Anche il design non è male, ma quando poi si vuole dare a tutti i costi un tocco finale di eccentricità si finisce quasi sempre per … scivolare su scelte eccessive, come questo tacco che ha un motivo che andrebbe bene per un lampadario di Murano ma non per una scarpa elegante. Le borchie sulle deco beige voto 5) e sui boots giallo ocra (4) sono terrificanti. Si salvano le slingback nero+arancione, ma proprio appena appena (voto 6,5), con quella linea mi paiono limitate ad un bacino d’utenza di over 45. Bocciate sonoramente anche le deco maculate (voto 4), già proposte in mille salse, mai molto chic. Il massimo del tresh sono quegli stivali giallo/neri e quelli rosa antico con le borchie. Per entrambi il voto è 3. Si salvano le deco nere a pois gialli (7,5), gli stivali neri dell’ultima foto (7,5) e quelli nero/verdi col tacco a spillo (8-) della sestultima. Il giudizio globale è negativo.

    1. Mi dispiace molto del suo giudizio cosi negativo, di trash in questa collezione non c’è proprio nulla.
      Evidentemente ad una una come Lei questi pezzi risultano eccessivi ma mi dispiace informarla che questa collezione è già nelle wish-lists delle più quotate itgirls .
      Le consiglio di sfogliare qualche rivista di moda nei prossimi mesi, le vedrà spesso.

      1. A mio avviso parlare di trash in effetti è eccessivo, alcuni modelli sono eccentrici ma io adoro Daniele e il suo stile proprio perché è audace; però mi rendo conto che non tutti possono pensarla allo stesso modo, anche perché se fosse così andremmo tutti in giro vestiti allo stesso modo, e non ci sarebbe niente di più mortificante per chi segue la moda, ma soprattutto per chi la crea.

      2. Rispetto il suo parere, signora Gigliola. Resto del mio. Le auguro il massimo del successo per il suo marchio, ma io mi sento libera di esprimere il mio giudizio come meglio credo anche grazie all’ospitalità che Sara offre alle sue followers. Quegli stivali gialli con il tutore incorporato non sono certo un’icona dell’eleganza e della sobrietà. Il mio buon gusto non ha nulla da imparare, sono apertissima alle novità ma non è mai capitato che me le faccia imporre passivamente. Il fatto, poi, che alcuni modelli, sia di abiti che di calzature, compaiano nelle riviste e nei siti di moda non cambia nulla. Tanto piacere per chi realizza capi e scarpe, ma non ho un carattere tale da farmi condizionare dai media. Mi dispiace che non abbia digerito il mio giudizio, ma io resto orgogliosa della mia indipendenza. Buona serata.

        1. Gentile Signora ,
          guardi se il marchio fosse il mio non mi sarei nemmeno disturbata nel risponderle,
          io adoro Daniele Amato e le sue creazioni è ovvio, e di certo non mi permetterei mai di imporre nulla.
          Rispetto il suo giudizio, un articolo o una collezione può piacere o meno ma di certo ripeto di trash non ha nulla .
          Rimanga pure orgogliosa della sua indipendenza ma Lei di moda e tendenze non ne sa nulla.
          Buona serata

          1. Salve, qui parla l’autrice del blog, credo sia doveroso intervenire.
            Trovo intollerabile che per un’opinione diversa dalla propria si scateni un putiferio simile, la libertà di espressione assoluta che c’è qui dentro è ciò che mi rende più orgogliosa del mio spazio, quindi gradirei che si rispettassero le opinioni di tutti. Mi piacciono i dibattiti, anche accesi, ma trovo che discutere di una cosa che è evidentemente soggettiva non porti a niente, c’è chi apprezza alcuni design e chi invece li trova eccessivi, dov’è il problema?
            La scelta dei termini usati è discutibile, ma chi frequenta assiduamente il mio blog sa che ho fatto dell’ironia la mia bandiera, quindi mi capita di straparlare, e lo stesso capita a chi mi legge, ma in nessun caso quello che scriviamo ha come obiettivo l’offesa personale, anche perché non avrebbe molto senso, non trovate?

    2. Devo dire che il Suo nome denota una particolare serietà personale , sorvolando il nome (ridicolo e trEsh a livello esponenziale) , parliamo dei suoi commenti che denotano un accentuata ignoranza in materia ,io i lampadari a pallini neri non li ho mai visti e sopratutto i vetri di murano hanno un certo valore ,Le comunico che i tronchetti sono becco d’oca (arancione) non giallo ocra.. commenti sulle scarpe aperte dietro bhe non so la sua età (dato il nome non più di 14 anni) non ci sono solo le gnoccone di 25 anni sa ? bhe da oggi fucileremo le over 45 ! come fa lei a ”bocciare sonoramente” una scarpa e subito dopo la definisce chic.. contraddizione, trEsh credo che sia esagerato comunque è TRASH non trEsh . a me la sfilata è piaciuta molto e devo dire che ho trovato tutto molto di classe nonostante la particolarità . Spero di averLe fatto capire al meglio tutto ciò che non era riuscita a cogliere con i suoi occhi . Mi permetto di dire l’ultima cosa come fa lei a giudicare così maleducatamente il lavoro delle altre persone chi lei per comportarsi in questo modo?.. trovo il suo commento fuori luogo e non aveva nulla di meglio da fare ? non le bastava non commentare ? o semplicemente dire che non le piaceva? La saluto e Le auguro buona serata

      1. Salve Eleonora, apprezzo il suo intervento ma gradirei che si evitasse di prendere in giro altri lettori su fattori come i nickname scelti o un errore di battitura, perché non ha nulla a che vedere con il tema della discussione.
        Come ho scritto nel commento qui sopra in questo blog vige la libertà di espressione assoluta, quindi anche chi non apprezza quello che scrivo/fotografo/decido di condividere ha il pieno diritto di dirlo, senza offendere nessuno, ovviamente. Preferisco un commento di critica, anche se arriva nei miei confronti come spesso accade, piuttosto che il silenzio; sono fatta così, mi piace il confronto ma odio gli scontri.
        Quanto ai toni usati, come ho spiegato nel commento precedente a questo, conosco abbastanza bene lo stile dei miei lettori, e le assicuro che nelle parole di Scoiattolina non c’era voglia di offendere o sminuire il lavoro di Daniele, è una ragazza troppo intelligente per abbassarsi a tanto; ha ironicamente espresso la sua opinione, che è diversa dalla mia e dalla sua, ma non per questo meno importante.

        1. Il tuo blog è bello per questo, Sara, perché ognuno può esprimere liberamente il proprio giudizio. Se fosse uno spazio riservato soltanto a chi esprime consensi non credo che susciterebbe l’interesse che il blog shoeplay s’è guadagnato e meritato. Mi dispiace molto che qualcuno cerchi di esercitare una censura. Ma apprezzo la tua volontà di far sì che questo sia uno spazio indipendente. Non ho offeso nessuno né lo farò mai. A volte uso espressioni cariche perché non amo ricorrere troppo facilmente agli eufemismi. Rivendico il mio diritto all’opinione e al giudizio. E siccome do sempre una motivazione ai miei pareri non intendo seguire il suggerimento della signora Eleonora limitandomi a dire che qualcosa non mi piace quando non mi piace. Ci tengo a spiegare il perché. Non so se leggeremo mai più questa signora Eleonora, perché così come è comparsa molto facilmente sparirà da questi spazi, ma non ho alcuna intenzione di mettermi il bavaglio a meno che non me lo chieda colei che gestisce questo spazio, la bravissima e simpaticissima Sara, con la quale i rapporti sono non ottimi ma ottimali.
          Buona serata a tutti, anche a chi non sa accettare le critiche.

    1. Sì esatto, Nicky indossa spesso le scarpe (ma anche le borse) di Daniele, l’ho intravista alla sfilata di settembre ma non sono riuscita ad incontrarla, purtroppo!

  2. Prima di chiudere la polemica, che peraltro non sono stata io a scatenare, faccio un copia/incolla, in calce, di un mio post che venne pubblicato in questo blog più di due anni fa e che dimostra la mia totale indipendenza di giudizio e l’assenza di qualsiasi pregiudizio. Lungi da me la velleità di fare delle paternali, ma chi si è scagliato contro di me a testa bassa forse dovrebbe prima maturare un po’ e imparare che nella vita si incontrano non solo i red carpet ma anche i sentieri polverosi e che bisogna sempre fare i conti con la realtà. Aspettarsi solo peana è da immaturi e viziati.

    Scoiattolina on 28 dicembre 2012 at 9:39
    Che talento! Veramente eccezionale. Sarà anche figlio d’arte, ma è solo farina del suo sacco, complimenti. Tre modelli veramente straordinari.

      1. Hai ragione, mi dispiace, chiedo scusa. Sono stata tratta in inganno dall’insolita energia con la quale la prima signora intervenuta sul blog si opponeva alle mie critiche, quell’energia così prorompente mi ha tratto in inganno, facendomi pensare che lei fosse la titolare del brand o comunque una socia in affari. Chiedo scusa per la gaffe, grazie per avere interpretato nella chiave giusta le mie critiche. Buon pomeriggio.

  3. Oddio, non ci credo… Ho letto il primo commento di Scoiattolina e subito ho pensato di commentare anch’io scrivendo semplicemente che mi trovavo in perfetto accordo con tutto quello che aveva osservato lei rispetto alle varie creazioni. Poi ho scorso i commenti sottostanti e ho cominciato a sgranare gli occhi. Sgrana che ti sgrana i miei occhi sono quasi usciti dalle orbite!!! Ma signore, qual è il problema? Io non apprezzo per niente questo designer, francamente trovo le sue proposte davvero brutte (sì, ho detto brutte, ma questo non significa che non rispetti lui ed il suo lavoro, ci mancherebbe) e non mi sento affatto in colpa a dirlo. Ma, ripeto, qual è il problema? In questo blog mi trovo quasi sempre a scrivere quanto sono splendide le scarpe che Shoegal ci propone, ma, vivaddio, ogni tanto c’è pure qualcosa che non mi piace per niente! Scusate, ma un designer secondo voi crea pensando che le sue proposte siano apprezzate da tutti?
    Concludo dicendo che mi fa sorridere chi, per affermare il valore delle scarpe di un designer, sottolinea che le indossano le cosiddette it girl. Questa affermazione si commenta da sola, suvvia.

    1. Il problema non è apprezzare o meno un designer, ma il modo che si sceglie per esprimere un giudizio. Quando si usano parole forti è normale che chi non è d’accordo risponda a tono, magari capita una volta su mille, ma è giusto che accada, i blog esistono per questo. Quelli in cui è tutto “bello, bellissimo, stupendo” a cosa servono? E’ bello confrontarsi, l’importante è mantenere toni civili e non spostare il discorso su un piano diverso da quello in esame, cosa che qui purtroppo è successa.
      Quando me la sono presa con le scarpe della Ferragni le sue fans sono venute ad insultarmi, perché non conoscendo me e il mio stile non hanno colto l’ironia, ma pazienza, si impara anche da queste disavventure virtuali.

  4. Scusa Sara, un’ultima cosa, ma te lo devo proprio dire: sei davvero una signora, complimenti perché ne esci sempre con una grazie ed un’eleganza unica!

  5. Nemmeno a me piace questa collezione, lo stile eccentrico di Daniele Amato non è proprio nelle mie corde. Apprezzo il tentativo di proporre modelli più o meno originali, certamente di impatto (almeno la maggior parte dei modelli: le deco più semplici sono solo noiose, le zeppe con la pelliccia semplicemente orrende), ma l’eccessiva eccentricità fa inevitabilmente storcere il naso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.