10 cose che ho imparato in 10 anni di blog di scarpe

10 anni di blog di scarpe.

Chi l’avrebbe mai detto?

Io no di certo, perché prima di iniziare questa avventura ero la persona meno costante del mondo.

Piena di passioni, ma eternamente incostante. Mollavo appena diventavo brava in qualcosa, o quando secondo i miei standard ero diventata brava.

Appena mi sentivo “arrivata” smettevo di mettermi in gioco, di provare, di sbagliare, di cadere e di ripartire; sembrava tutto già visto e già fatto.

Poi in una bollente notte di agosto 2006 ho aperto un blog ispirato a Carrie Bradshaw, e 3 anni dopo quel diario di una studentessa incostante è diventato un blog di scarpe.

Tanti si vantano di essere stati primi, io onestamente non so se prima del mio ci fossero altri fashion blog di scarpe, ma ho qualche dubbio in merito. In ogni caso, Shoeplay.it, in tutte le sue varianti, è sempre stato l’unico sito gestito da un’appassionata interessata a creare una community in cui nessuno potesse sentirsi strano, o di troppo: uomini che portano i tacchi, donne che portano le ballerine, collezionisti di scarpe di lusso, fan del low cost, questa è sempre stata la casa di tutti noi.

Oggi si parla di inclusione, a me sembra normalità: non è bellissimo condividere una passione con chi la capisce perché la vive come la vivi tu, anche se si trova a chilometri di distanza da te?

Una volta i blog servivano a questo.

10 anni di blog

10 anni di blog di scarpe: le 10 lezioni che ho imparato

La passione per le scarpe non è solo una passione frivola per persone superficiali.

Se sapessi quanto ho dovuto studiare per poter scrivere i miei post! Dietro ogni modello c’è un piccolo miracolo, non basta saper disegnare per essere shoe designer e non basta amarle per saperle raccontare. Bisogna capire il lavoro necessario a farci stare in piedi su quei tacchi, la creatività che unendosi alla tradizione ha dato vita a qualcosa di nuovo e unico. Le scarpe servono per camminare, non sono semplici accessori da fashion victim, e chi pensa che la passione per le calzature sia da superficiali forse dovrebbe analizzare se stesso prima di sparare sentenze.

La passione per le scarpe per alcune persone superficiali è una passione frivola.

Se non fossi la persona che sono starei qui ore a raccontarti di quante conoscenze vuote ho avuto intorno per una parte del mio percorso; conosciute grazie a questa passione comune, che nulla ha potuto davanti a problemi di altro genere. Vorrei poter dire, come fanno tante, che il mondo delle blogger al femminile è pieno di donne che si supportano a vicenda, ma la realtà per me è stata ben diversa. Ma adesso con le entrate a gamba tesa non cado più, nemmeno quando porto il tacco 12, quindi anche questo è servito.

Nella vita si cambia, nel blogging anche.

Questo blog non è come era 10 anni fa, è cambiato l’aspetto e anche  il mio modo di scrivere ha subìto tante variazioni, perché 10 anni nel mondo digitale sono un’era geologica nel mondo normale, e pensare di continuare a fare le stesse cose è folle.

Quello che è rimasto uguale… sono io. Mi è costato lacrime, tantissime lacrime, versate mentre intorno a me tutti andavano avanti e io restavo ferma, fedele a me stessa ma sempre indietro. Poi ho capito che arrivare in alto con mezzi che non mi appartengono non fa per me, perché il rispetto per me stessa viene prima di tutto; da quel momento ho cominciato a mettere me stessa al 100% in ogni articolo, foto e video, e le cose sono cambiate anche per me. E continuano a cambiare, con un ritmo lento ma costante.

Non si apre un blog perché fa figo averne uno, si fa perché si ha qualcosa da dire. E da dare.

La mia passione per le scarpe non ha bisogno del web per esistere; eppure ogni volta che scopro un nuovo brand, uno sconto o un negozio, sento un bisogno fisico di condividere la notizia con chi mi segue. Anche se per farlo devo tirare fuori il pc mentre sono in vacanza, costringere chi ho intorno a lasciarmi sola per un po’, incollarmi allo smartphone durante una cena: è terribile starmi vicino, lo so, ma quando parlo di “bisogno fisico” mi riferisco ad una spinta a dire e a dare, a condividere la notizia frivola che potrebbe far felice qualcuno là fuori. Chi ha un blog non smette mai di dare, quando quel bisogno cessa di esistere significa solo che è giunta l’ora di chiudere tutto.

La gente è cattiva, ma cattiva sul serio.

Anche qui potrei aprire un capitolo a parte, ho vissuto di tutto e letto di tutto in questi 10 anni di blog di scarpe, e vorrei poter dire che dopo tutto questo tempo nulla mi tocca e che ci si fa l’abitudine, ma mentirei. E sai bene che non so mentire!

Alcuni atteggiamenti mi devastano dentro, perché chi è fatto in un modo può imparare a proteggersi ma non imparerà mai a capire perché per qualcuno ferire il prossimo sia un hobby. E no, sentirsi dire, “guarda e passa” non aiuta a stare meglio, il povero Dante non merita di essere menzionato per così poco.

La gente è buona, ma buona davvero.

L’affetto che riceve un blogger è qualcosa di difficile da spiegare: persone che ti chiedono aiuto per scegliere le scarpe del matrimonio, ragazze che durante la loro cerimonia ti mandano le foto e pensano a te; persone che hanno imparato a conoscere le tue passioni e ti inviano foto di prodotti che potrebbero piacerti. E poi centinaia di mail e messaggi, confidenze nate, nel mio caso, partendo da un paio di scarpe, diventate poi un passo a due nella vita di un amico sconosciuto. L’affetto che si riceve facendo questo lavoro è il vero privilegio, difficile da spiegare a chi si limita a contare like e cuoricini.

Essere un blogger può essere orribile per chi ti sta intorno.

La mia testa non si riposa MAI. Non scrivo di fusione nucleare, quindi non voglio sembrare troppo drammatica, ma non ricordo un momento della mia vita in cui non ho pensato al blog per una giornata intera.

Credo che un giornata così non sia mai esistita.

Questo significa che in vacanza controllo che tutto sia a posto, e intervengo se tutto crolla, cosa che puntualmente accade; cene, feste, film, chiacchierate tra amici, non c’è evento che non venga interrotto almeno una volta (facciamo due) da un rapido check sul blog e sui social.

Vivere con un blogger deve essere un incubo, qualsiasi cosa vedo o sento mi fa venire nuove idee per i contenuti, e questo è bellissimo, ma a volte gli amici vorrebbero solo rilassarsi con me, non avere davanti una pazza che prende appunti sui loro disagi in fatto di moda.

Prima o poi mi farò perdonare portando tutti in un lungo viaggio intorno al mondo, promesso.

Non mi piace essere chiamata influencer.

In questi 10 anni di blog di scarpe ho lavorato per costruire una community di persone informate, e ridurre la nostra relazione all’assunto “io starnutisco, loro si beccano il virus” mi mette tristezza. So per certo che chi mi segue non acquista all’istante tutto quello che mostro, ma si informa, chiede, prova in autonomia e poi compra con i suoi tempi: non potrei chiedere un pubblico migliore, vaccinato e attento come me.

Guadagnare con il blog non è la priorità.

Fare soldi grazie ad una passione è, consentimi la licenza poetica, una figata pazzesca, ma non è mai stato  il mio obiettivo. Ho un grande sogno, e ovviamente per realizzarlo servono soldi (tanti, perché mica sogno cose facili), ma non ho mai messo i guadagni al primo posto. Amo il denaro e la libertà che ci consente di avere, ma nei punti precedenti credo di aver chiarito perché dopo 10 anni sono ancora qui.

Da sola non ce l’avrei mai fatta.

Ok, dire di aver fatto tutto da sola fa molto figo, ma non è vero, per nessuno. E non è sicuramente vero per me.

Io ci ho messo la determinazione e quella costanza ritrovata, ho continuato quando niente mi suggeriva che farlo avrebbe avuto senso, ho insistito prendendomi centinaia di porte in faccia, tra lacrime e svariate parolacce. Ma non sarebbe comunque stato sufficiente.

E siccome credo molto nel potere della gratitudine, voglio chiudere questo post ringraziando tutte le persone che, consapevolmente o meno, mi hanno dato una mano in questi 10 anni di blog di scarpe. E poi un grazie speciale va alla mia famiglia, al momento dispersa in giro per il mondo più del solito, alla mia nuova famiglia, vicinissima sempre, e agli amici che hanno sempre creduto in me e nella mia passione.

Se non ho mai mollato, è stato anche per non deludere loro, che a volte ci hanno creduto anche più di me.

 

 

blog di scarpe

2 thoughts on “10 cose che ho imparato in 10 anni di blog di scarpe

  1. Soprattutto mi sono piaciuti i tuoi esempi. Sono stato molto bravo a trasmettere l’intero pensiero e l’idea. Ottimo lavoro
    Ti auguro il meglio
    Greg

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